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Boeri firma, ecco i trenta milioni

Dopo mesi di attesa ecco gli ammortizzatori in deroga per l'indotto

PIOMBINO. Enrico Rossi era già pronto, giovedì 9, ad andare a protestare all’Inps perché mancava la firma per gli ammortizzatori sociali nelle aree di crisi, Piombino compresa. Ma il presidente dell’Inps, Tito Boeri, pur con parecchio ritardo rispetto agli annunci, mercoledì  lo ha preceduto.

«Si apprende da twitter che il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha firmato il decreto necessario a sbloccare le risorse per il sostegno al reddito dei lavoratori toscani delle aree di crisi. Ringraziamo – è il commento del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi – perché dopo otto mesi di richieste da parte dei sindacati e della Regione Toscana, il presidente dell’Inps ha messo la sua firma. I lavoratori delle aree di crisi come quelle di Livorno e Piombino non potevano attendere un solo minuto in più» .

Lo riporta un comunicato della Regione Toscana. In precedenza Enrico Rossi aveva annunciato chegiovedì avrebbe portato «a Boeri la penna che mi è stata consegnata da Cgil, Cisl e Uil e gli chiederò di mettere subito una firma per garantire a centinaia di persone l’accesso agli ammortizzatori sociali».

L’operazione aveva anche una sua versione materiale: una lettera ufficiale in formato A4 e, allegata nella pagina a fianco, una bic di inchiostro rosso. E invece Tito Boeri, mercoledì sera, ha scritto su twitter: «Non ho in programma alcun incontro con il Governatore Rossi nella giornata di domani, ho già firmato nei tempi previsti i documenti che mi voleva sottoporre».

Sono mesi che non si sbloccava il caso del mancato riutilizzo dei residui degli ammortizzatori in deroga, pari a 30 milioni, che potrebbero essere utilizzati dalla Regione in favore dei lavoratori dell’indotto. La Regione di recente aveva ribadito di aver completato tutti i passaggi necessari allo sblocco

di queste risorse, tra cui la rendicontazione all’Inps delle somme non spese nel triennio 2014-2016 per queste misure. L’Inps, invece, fino a mercoledì non aveva ancora certificato la rendicontazione. Ora c’è la firma, quindi quei soldi sono a disposizione. E molte famiglie possono respirare.

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