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Stazione di Piombino: erba tagliata, ma c’è un progetto ampio

Dopo la denuncia del Tirreno c’è stato un primo intervento. Possibile l’assegnazione al Comune della palazzina in comodato

PIOMBINO. L’erba è stata tagliata, ma, nonostante questo, la stazione di Piombino continua a sembrare la terra di nessuno.

A creare un’atmosfera quasi spettrale sono gli stabili che si stagliano lungo i binari, le cui porte sono quasi tutte murate e costellate da scritte di diverse forme e dimensioni, opera di writers anonimi.

Qua e là è stato sistemato il cartello “Affittasi”, accompagnato da una planimetria che mette in evidenza una serie di locali da adibire a “pubblico esercizio per ristorazione-tabacchi-giornali”.

“L’invio della richiesta dovrà pervenire entro il 31/12/2012”, si legge più in basso.

Nessuno, evidentemente, ha ancora deciso che conviene aprire un’attività all’interno della stazione di Piombino.

Del resto, i treni che transitano da lì non sono molti e il numero di passeggeri non è certo paragonabile a quello dell’altra stazione della Val di Cornia, Campiglia Marittima, che pure ha i suoi problemi. Lo scalo di Piombino ha la biglietteria chiusa e non si vede personale.

Negli anfratti dei suoi stabili pericolanti, però, l’impressione è che offra rifugio a chi non ha casa.

Sono infatti visibili dei cartoni, adagiati sotto lo stipite di una porta sigillata da una saracinesca, e una coperta, sistemata tra gli alberi. La sensazione, percorrendo i binari da cima a fondo, è sempre la stessa: quella di abbandono, con rifiuti, cartelli divelti e vuoto.

Costeggiando la stazione dalla parte di via Roma notiamo, inoltre, che la staccionata in pietra in alcuni punti è rotta e la pavimentazione del marciapiede è piuttosto irregolare, con mattoni sistemati in modo tale da rendere reale il rischio di caduta.

La stazione di Piombino è situata nel cuore della città e l’Amministrazione comunale insiste nel sostenere che l’obiettivo è quello di una sua riqualificazione.

Va in questo senso il progetto di rigenerazione ammesso a finanziamento dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, coerente con le finalità del Pum, piano urbano della mobilità, che prevede l’eliminazione del terzo binario e l’allargamento di via Roma.

«È mio obiettivo che si riesca a riqualificare la zona prima della fine della legislatura – dice Claudio Capuano, assessore ai lavori pubblici –, altrimenti sarà un mio fallimento. Spero che riusciremo ad avviare i lavori entro l’anno».

Per il momento, comunque, novità concrete e realizzate non se ne vedono.

Il progetto di riqualificazione della stazione, peraltro, era legato a doppio filo con lo spostamento della coop di via Gori in via Flemalle, piano questo che pare abbia lasciato il posto all’idea di una ristrutturazione dell’attuale punto vendita.

«Lo spostamento del negozio di via Gori è in stand by – dice Capuano –, ma non è un progetto che Coop ha abbandonato definitivamente. Noi, comunque, dobbiamo capire in che termini una cosa del genere può essere rilevante sulla realizzazione del progetto di riqualificazione dell’area della stazione. Siamo in attesa di un appuntamento a Roma per capire come dobbiamo relazionarci con i privati, se, cioè, è essenziale la partecipazione di un privato anziché di un altro e in che termini. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, a seguito dell’ammissione a finanziamento del progetto, ci ha chiesto alcuni documenti tecnici necessari per la firma della convenzione, ma prima di presentarli dobbiamo chiarire i rapporti con i privati».

Il Comune è dunque in attesa di essere ricevuto a Roma. Ma sta anche aspettando di ottenere un incontro con le Ferrovie, perché un’opera di riqualificazione della stazione prevede obbligatoriamente la loro partecipazione, per capire come strutturare e organizzare gli spazi.

«Ci era stata garantita l’opportunità di poter utilizzare, ad esempio, la palazzina della stazione in comodato d’uso, a patto che fosse destinata ad associazioni
no profit. Se questo si realizzasse lanceremmo una manifestazione di interesse, ma, prima di tutto dobbiamo parlare con Rete Ferroviaria Italiana».

Per capire quale sarà il futuro dell’area della stazione piombinese occorrerà, sembra, attendere.

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