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Aferpi, quelli del Camping Cig: «Siamo qui solo per farci coraggio» - Foto

Hanno dormito in tenda e steso striscioni: «Ma ormai anche la politica si occupa di altro»

PIOMBINO. «Se siamo qui, tutti insieme, è anche per farci coraggio a vicenda. Non c’è rimasto molto altro, a questo punto»: alla rotonda della Sol in questi giorni è tornato il Camping Cig. Qualche decina di cassintegrati, disoccupati, pensionati, persone vere che con l’acciaio hanno vissuto e che ora non vedono un futuro. Hanno dormito nelle tende, qualcuno in macchina, con il piumino addosso, perché di notte fa freddo.

Però ti accolgono e dividono con te le lasagne e il dolce di prugne di Mirka, la compagna di Daniele, uno dei tanti volti con gli occhi abbassati per la disperazione. E poco conta se provano a ridere, a scherzare sulla loro situazione: a volte si sorride solo per non piangere.

Sullo sfondo uno striscione “9 settembre 2015, noi l’avevamo detto”, ma conta poco aver avuto ragione, quando non arrivi alla fine del mese.



Intanto il sindacato litiga per i permessi e la politica si accapiglia per le tessere e il congresso Pd. Una guerra fra bande che fa dimenticare la sostanza, utile solo per riconquistare il potere, almeno finché c’è. Eppure proprio loro, i politici del partito che governa da sempre, sono i primi responsabili di aver messo in ginocchio un territorio e un’economia. L’acciaio è una chimera, la diversificazione non si vede, solo il turismo ha dato qualche segnale.

«Ormai va aspettato il 31 ottobre, ci dicono – commenta Paolo Francini –, hanno altro a cui pensare. Ma qui ormai si sa solo aspettare, come se arrivasse qualcuno con la bacchetta magica. Se siamo qui è per dare un segnale, per non far calare l’attenzione sul dramma di centinaia di famiglie».

Sabato 7 sera, intorno alle 23, è passato a trovarli anche il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin. Sarà stato un caso, certo è che i 5 Stelle cominciano a guardare alle elezioni amministrative del 2019 a Piombino: «L’unica figura istituzionale che è passata – dicono – di Piombino non s’è visto nessuno. Se cominciassero a stare fra la gente forse si renderebbero conto che non hanno più la fiducia di nessuno. Figuriamoci il consenso. Ci hanno illuso per troppo tempo. Ma davvero pensano che a qualcuno in città possa interessare se le tessere Pd sono state fatte sui moduli di Firenze o sulle fotocopie? Ballano la loro musica, mentre Piombino affonda. Glielo faremo vedere al primo voto».

Il sindaco di Livorno, Nogarin, al...
Il sindaco di Livorno, Nogarin, al Camping Cig sabato notte


Domenica 8, per loro, è stato l’ultimo giorno sull’erbetta della rotonda. E a conclusione hanno diffuso un comunicato: «Si conclude il presidio che il Coordinamento Art. 1 – Camping Cig ha organizzato presso la rotonda della Sol. Non abbiamo detto niente di nuovo, perché niente di nuovo sta accadendo. È esattamente questo che volevamo significare: dopo due anni esatti, dal giorno in cui abbiamo iniziato con il primo “campeggio dei cassintegrati e dei disoccupati” a denunciare l’inconsistenza e le false promesse di forze di governo e sindacati; dopo che è sotto gli occhi di tutti che la situazione è stata colpevolmente lasciata degenerare fino alla catastrofe; dopo che oggi c’è la corsa da parte di tutti a mettersi in fila per urlare a squarciagola che “io l’avevo detto per primo” (ormai aspettiamo solo che Rossi dica che lui l’aveva detto prima ancora che conoscessimo l’esistenza di un tal Rebrab); dopo tutto questo, l’immobilismo regna sovrano».

«Intanto – scrivono ancora –, assistiamo al triste spettacolo della forza di governo, il Pd, in seno alla quale si combatte ormai per bande, scambiandosi addirittura accuse di “mafiosità”, a prescindere dai contenuti politici di merito. Intanto, i sindacati aprono una vertenza con l’azienda sui “loro” permessi sindacali, distacchi e quant’altro. Ci rivolgiamo ancora una volta ai lavoratori ed ai cittadini di ogni età e ceto sociale: siamo tutti sullo stesso piano inclinato che ci porta a cadere nel baratro. È urgente far sentire la nostra voce, gridare la nostra rabbia e la nostra volontà di cambiamento. È urgente dire a questi signori che hanno gestito così malamente la situazione che se ne devono andare, che l’occupazione deve essere la prima preoccupazione, che la produzione deve ripartire in fabbrica per garantire un minimo di occupazione, che le bonifiche e le infrastrutture sono indispensabili per la diversificazione. Mobilitiamoci per Piombino e la Val di Cornia e facciamolo in fretta, prima che sia troppo tardi. Mobilitiamoci insieme ai lavoratori siderurgici di Taranto e Genova, per costruire il più ampio movimento delle aziende e delle categorie in crisi, sotto attacco da parte dei datori di lavoro».
 

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