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STUDIO E PROMOZIONE

Nuove emozioni dalle monete degli Etruschi e dalle scoperte degli archeologici

Convegno al parco di Baratti e inaugurazione del corredo della  bambina romana (ricostruita la tomba a fossa con la stratificazione tra Etruschi e Romani): qui alla storia si partecipa in diretta

PIOMBINO. All’ingresso pannelli sui cantieri di ricerca ancora in corso tra Baratti e Populonia. Poi la teca dov’è stata ricostruita la sepoltura _ una tomba a fossa con la stratificazione delle scorie tra Etruschi e Romani _  ritrovata durante gli scavi, nel luglio scorso, col corredo della bambina romana nella necropoli etrusca già restaurato ed anche quello in copia, che resterà qui dopo il trasferimento dell’originale nel museo di Piombino (cuore della mostra “Sepolto tra le scorie”).

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Giovani ricercatori nella sala del convegno “Le monete degli etruschi” tra studiosi di etruscologia e numismatica oltre agli archeologi ancora al lavoro in questi giorni sui cantieri del parco di Baratti e Populonia (Alessandro Viesti, Giorgio Baratti, Helga Maiorana, Carolina Megale). Nelle prime file il presidente Parchi Val di Cornia Francesco Ghizzani Marcìa e la responsabile dell’area archeologica Marta Coccoluto. Benvenuto “informale” al convegno da Luciano Giannoni, vice presidente dell’Associazione archeologica, che ne ha progettato a lungo la realizzazione, a 42 anni dal summit di Napoli, insieme a Fiorenzo Catalli (già direttore del medagliere di Roma e del museo di Firenze, qui più volte relatore).

 La sala del convegno “Le monete...
La sala del convegno “Le monete degli Etruschi” (foto Paolo Barlettani)


C’è il soprintendente Andrea Muzzi e Andrea Camilli funzionario archeologo della Soprintendenza per Pisa e Livorno che come coordinatore segue con massima cura Populonia e tutta la Val di Cornia, con Attilio Galimberti presidente dell’Associazione archeologica Piombinese.


Apre i lavori l’assessore alla cultura Paola Pellegrini quanto mai convinta che «quello di Piombino è un patrimonio archeologico significativo e la sua valorizzazione è importantissima, anche attraverso giornate di approfondimento e di ricerca storica come queste». Un ricordo del professor Giovannangelo Camporeale e poi il punto sui sistemi monetari in Etruria. Mentre la datazione delle scorie di ferro popoloniesi spetta proprio a Camilli che sta seguendo in diretta l’evoluzione degli studi di cantiere in cantiere.


A chiudere la prima giornata l’inaugurazione della mostra “Sepolto tra le scorie”, promossa dalla Soprintendenza: curata da Camilli, Coccoluto e Viesti, col contributo di Sostratos. Lorenzo Benini socio fondatore di Sostrator che pur non avendo potuto fare l’archeologo di professione segue con passione gli scavi finanziati: «Il golfo di Baratti? Sempre più strepitoso – commenta – ma al di là dell’amore per gli Etruschi... oggi un lavoro professionale di altissimo livello, anche dal punto di vista tecnico scientifico. Quando si collabora seriamente, la spesa si riesce a farla rendere davvero, basta che ciascuno faccia la sua parte. Contento della presenza del soprintendente Muzzi, segno di una stima degli alti livelli che non sempre corrisponde all’impegno. Questa, invece, è la dimostrazione che simili iniziative non sono fini a se stesse».
Né un convegno né un’inaugurazione come tante. «La funzione del parco – conferma Ghizzani Marcìa – è quella di mettere insieme le varie fase dalla ricerca: dal dibattito scientifico, alla valorizzazione con la restituzione al pubblico dei risultati. È quello che possiamo fare coi nostri parchi, come succede oggi. Due giorni di convegno sulle monete come fase di dibattito scientifico e, nel contempo, si restituisce in modo immediato dallo scavo questo corredo trovato nel luglio scorso e già restaurato. Disponibile tantissimo materiale dalle ricerche fatte negli anni che meriterebbe una mostra temporanea così».

In primo piano la copia del corredo...
In primo piano la copia del corredo della bambina romana sepolta nella necropoli etrusca (foto Paolo Barlettani)


«Col sostegno della Soprintendenza – aggiunge Marta Coccoluto – l’obiettivo è mantenere salda la concatenazione tra la ricerca, da sempre considerata un asset strategico per lo sviluppo futuro del parco archeologico (valido risultato di 10 anni di ricerche dell’Acropoli con la Soprintendenza e le Università), la fruizione, con visite guidate e trekking archeologici agli scavi in corso, e la successiva valorizzazione, con conferenze e oggi con la musealizzazione al centro visite del parco, dove la mostra temporanea rimarrà alcuni mesi prima che i reperti trovino la loro naturale collocazione nel museo archeologico di Piombino, il principale polo espositivo del sistema dei parchi». Perché al parco di Baratti, a servizio della didattica, resterà l’allestimento, che riproduce la sorprendente stratigrafia della necropoli di San Cerbone e del Casone dove la tomba è stata scavata, e la riproduzione in 3d del corredo così come è stato rinvenuto durante lo scavo. «L’allestimento ci aiuterà a spiegare – dice Coccoluto – come lavora un archeologo, insieme ai pannelli informativi che illustrano la straordinaria storia di questa necropoli, conservatasi intatta sotto le scorie fino ai primi del Novecento e visitata da migliaia di persone ogni anno. Di concerto con la Soprintendenza, che ha lavorato senza sosta con noi per questo risultato, vorremmo che “Sepolto tra le scorie” fosse l’apripista per un modello replicabile, di ricerca nel parco e per il parco, che restituisca subito i risultati al pubblico, ampliando la collezione del museo».
 

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