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PIOMBINO

La storia per immagini a Punta Falcone

La mattina del 16 settembre cerimonia d’inaugurazione del cippo per i caduti e dei nuovi tabelloni con foto, mappe, documenti

PIOMBINO.L’emozione del ricordo, perché della nostra storia si tratta. Al Falcone, la mattina di sabato 16 settembre, doppia inaugurazione di una piccola lapide ai caduti proprio all’ingresso del parco, poi alla riservetta 3 (l’unica visitabile) per riscoprire fatti dalla Seconda guerra mondiale attraverso reperti originali e cartelloni. Ci sarà anche quello che, in tutte le scuole della Repubblica, per anni ha invitato i ragazzi a non toccare le “bombe inesplose” pena la vita (e tra i nati degli anni Cinquanta, ogni mattina, ne spaventava parecchi. . .) .

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«Cerimonia al cippo, vicino all’ancora, proprio all’ingresso del parco – conferma Ennio Colli, presidente, dell’Associazione “Microcosmo” – Poi la cerimonia si sposta alla riservetta 3, alle 10, 30, per il taglio del nastro e poi la visita alla nuova cartellonistica della storia militare di Punta Falcone, con 35 foto inedite: planimetrie, disegni tecnici, mappe, documenti, foto aeree e illustrazioni. Ci saranno – sottolinea – anche due vetrine nuove con tutti reperti americani e tedeschi recuperati». Momento importante per Microcosmo che da sempre si occupa del Falcone anche da prima che diventasse parco. Associazione che, lungo la passeggiata, non finisce mai di curare i pannelli sui diversi aspetti del parco: geologico, botanico, zoologico e appunto storico. «I nuovi tabelloni esplicativi della storia militare del parco di Punta Falcone – dice Colli – sono stati realizzati grazie al contributo della Port Security Piombino e dell’Autorità Portuale di Piombino e dell’Elba».


E il cippo com’è arrivato a punta Falcone? «Bisogna ricordare – risponde Colli – che con una semplice cerimonia, in una cittá ancora ferita dalla guerra, il 4 novembre 1949 un gruppo di ex marinai depose, presso l’allora Stazione Semaforica, un piccolo monumento ai caduti. Da alcuni decenni – spiega Colli – questo semplice cippo, costituito da una grande roccia con applicata una targa in marmo bianco, giaceva abbandonato e dimenticato da tutti sul Montevento, coperto da rovi, detriti e spazzatura di ogni genere. In seguito all’interessamento del Gruppo di Piombino “Ilario Zambelli” dell’Associazione nazionale marinai d’Italia e di Microcosmo – prosegue Ennio Colli – grazie alla disponibilità del Gruppo ormeggiatori del porto di Piombino ed alla professionalità dell’impresa STMP srl, il cippo, che pesa oltre una tonnellata, è stato sollevato con cura e trasportato al parco di Punta Falcone dove, ripulito e restaurato, sará di nuovo visibile a tutti proprio all’ingresso della ex batteria navale Sommi Picenardi. Un nuovo tassello di storia – conclude il presidente – va ad aggiungersi allo scrigno di natura e memoria che è il promontorio di Punta Falcone».

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