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Fabrizio, tre mesi senza Naspi e senza poter lavorare

La norma è fissata dal Patto di stabilità: vanno a vuoto i tentativi per ottenere una modifica

PIOMBINO. L'ultima somma, 400 euro, l'ha riscossa il 6 giugno. Era la Naspi di maggio. Quella conclusiva. Ora niente per tre mesi. Se tutto andrà bene, da settembre riceverà la pensione. C'ha provato, Fabrizio Fusi, a muovere le acque della politica e del sindacato per eliminare quella norma assurda del Patto di stabilità che penalizza i lavoratori precoci come lui. Inutilmente. Quella norma sancisce che, prima di ricevere l'assegno pensionistico, i precoci debbano pagare pegno: per tre mesi non devono ricevere alcuna forma di sostegno al reddito. Quindi, né ammortizzatori sociali, né un lavoretto. Se non al nero, evidentemente. Fusi ha 58 anni e arriva da Massa. Ha fatto tanti lavori. Marmista, boscaiolo, guardia giurata.

Poi, l'ingresso in una ditta dell'indotto siderurgico. Prima Sifi, poi Tre Emme. Il cantiere piombinese, dopo un anno di crisi, ha chiuso i battenti e licenziato. Ed è scattata la Naspi, l'ammortizzatore da cui progressivamente viene decurtata una percentuale dello stipendio iniziale. Secondo quanto contenuto nella Legge di stabilità per poter accedere alla pensione deve stare tre mesi senza incassare un euro. Per alcune interpretazioni, poi, i tre mesi di vuoto potrebbero valere anche nel caso in cui, finiti gli ammortizzatori, i precoci, aspettando la pensione, trovassero un'occupazione. Il problema, insomma, slitterebbe semplicemente. Per le persone che arrivano da anni di seria difficoltà, e che sanno bene cosa sono le rinunce, non è una cosa di poco conto. Se lo Stato stabilisce che con 41 anni di contributi si può accedere al trattamento, perché far stare le persone tre mesi senza un euro? La domanda resta questa. Irrisolta. Della vicenda si è occupato il sindaco Massimo Giuliani.

«È un tema che potrebbe ripresentarsi con le scadenze degli ammortizzatori per l'indotto anche per altri casi di qui ai prossimi anni. Con questo spirito - prosegue - abbiamo richiesto al Governo, purtroppo ad oggi senza esito, una maggiore flessibilità nel periodo di attesa del pensionamento, ritenendo fortemente iniquo il requisito di 3 mesi senza Naspi e senza poter lavorare.

«Ciò - conclude il sindaco - - anche nella consapevolezza che, una volta accettata la domanda di pensionamento, ci sono tempi tecnici che trascorrono tra l'accettazione della stessa e la sua effettiva erogazione con ulteriore dilatazione dei tempi di attesa per il lavoratore». (v. p.)

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