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Il porto è in stallo senza il segretario 

L’attività a Piombino va avanti solo per l’ordinaria amministrazione. E si parla di un ritorno della Macii, ora a Civitavecchia

PIOMBINO. Cosa succede al porto di Piombino? Nulla. E il problema è proprio questo: da mesi non succede più nulla.

L’inerzia data dall’Accordo di programma si è quasi esaurita e quello che pareva il settore trainante per la ripresa dell’economia, la vera speranza per il promontorio, è adesso quasi fermo, come una barca a vela in un giorno di bonaccia.

La situazione è complessa e rischia di relegare Piombino a una banale “dependance” di Livorno, peraltro nel silenzio generale: non dice una parola il Pd, partito di riferimento in zona, non protestano le opposizioni, neppure quei 5 Stelle che su Livorno stanno combattendo la battaglia per avere Nogarin nel comitato di gestione, ma lavorano sotto traccia anche gli operatori sulle banchine, forse più per la paura di esporsi che per una reale sottovalutazione del momento.

Tutto nasce dall’accorpamento deciso a Roma e concretizzato qualche mese fa, con la nomina a presidente di Stefano Corsini che, poco dopo il suo arrivo, ha prorogato Massimo Provinciali come segretario su Livorno e, adesso, pare intenzionato a prorogarlo di nuovo, per altri sei mesi.

A Piombino le deleghe del segretario sono da anni suddivise fra tre dirigenti: la maggior parte le ha Claudio Capuano, Roberta Macii ha il piano regolatore del porto e Sandra Muccetti ha il compito di riferire al comitato sullo stato dei lavori. La suddivisione risale al 2013, quando uscì Paola Mancuso, e doveva essere temporanea, in attesa della nomina di un segretario vero e proprio. Fino a qualche mese fa, però, la presenza continua dell’ex commissario straordinario Luciano Guerrieri rendeva il sistema funzionale.

Stefano Corsini e Roberta Macii...
Stefano Corsini e Roberta Macii durante l'incontro con i vertici di Aferpi


Adesso le cose sono cambiate. Roberta Macii è stata nominata segretaria a Civitavecchia e, almeno sulla carta, con Piombino non dovrebbe avere più rapporti, mentre la probabile proroga di Provinciali a Livorno lascerebbe Piombino ancora senza una regia. Le conseguenze già si stanno toccando, con la macchina che procede lentamente, solo per l’ordinaria amministrazione e “firme” sugli atti rare come mosche bianche.

Certo è che ci sono questioni aperte molto importanti che mal si sposano con l’attuale immobilismo. Giovedì scorso sono scadute le concessioni ad Aferpi. Saranno rinnovate ancora? Non è problema secondario.

Su General Electric si sta lavorando, la banchina va avanti ma, a oggi, niente è stato firmato. Pim (Piombino industrie marittime) dovrebbe iniziare a lavorare a settembre, ma ancora non è chiaro nei dettagli cosa intendono fare.

La questione è squisitamente politica. E, in gran parte, è legata alla posizione di Roberta Macii, dirigente di grandi capacità che, negli ultimi anni ha stretto un rapporto molto forte con Enrico Rossi, tanto che è lei che segue da vicino sia la vicenda General Electric che la Darsena Europa di Livorno. Ma da quando è stata nominata a Civitavecchia (dal 7 giugno), ha senso che sia la segretaria di un’altra autorità a curare questioni tanto importanti, peraltro concorrenziali con le attività del porto laziale?

Il Pd locale, forte di un accordo con il ministro Delrio per il ritorno di Luciano Guerrieri nel ruolo di segretario, non la vede certo di buon occhio, mentre lo stesso Corsini non pare gradire il ritorno dell’ex commissario straordinario. Il risultato è lo stallo attuale, con Livorno che in qualche modo procede e Piombino che vegeta, nel silenzio generale.

Fra l’altro la probabile proroga di Provinciali per altri sei mesi pare propedeutica all’attesa della scadenza del primo mandato proprio della Macii, che tornerebbe a Piombino come segretario.

Sono i sei mesi il nodo. Perché la nomina del segretario spetta, formalmente, al comitato di gestione su proposta del presidente. Il comitato è stato nominato solo in parte (Maurizio Poli per il Comune di Livorno, Vanni Bonadio per la Regione e l’ammiraglio Vincenzo Di Marco per l’Autorità Marittima) a causa del ricorso al Tar di Nogarin che ha chiesto la sospensiva. La decisione è attesa in tempi brevi, entro fine mese, quindi dopo un comitato di gestione ci sarà, con Nogarin o senza. A quel punto il presidente potrà nominare il segretario: ecco che la proroga basterebbe per un solo mese, i sei sono eccessivi, a meno che non ci sia proprio il disegno per il ritorno della Macii.

Staremo a vedere. Certo è che Piombino, nella situazione in cui si trova, non può più permettersi a lungo questo stallo.
 

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