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Incendiati due cassonetti nella “terra di confine”

A fuoco i raccoglitori pieni di spazzatura al bivio del Buraccio, non è escluso il dolo. Nei giorni scorsi le proteste per i conferimenti sproporzionati da Capoliveri

PORTO AZZURRO. Dopo le polemiche sulla “migrazione” dei rifiuti, ecco il fuoco. Un incendio si è verificato nella notte tra mercoledì e giovedì al bivio del Buraccio, nell’area di confine tra Capoliveri e Porto Azzurro, nel territorio longonese. Le fiamme hanno distrutto due raccoglitori di rifiuti di proprietà del Comune di Porto Azzurro e hanno bruciato il materiale che si trovava al loro interno. Il rogo è stato spento dai vigili del fuoco di Portoferraio, con la collaborazione della Misericordia di Porto Azzurro (sul posto anche la municipale): solo pochi minuti prima gli stessi vigili del fuoco e i volontari si trovavano alle Prade per un incendio a un canneto nella zona umida, assieme ai carabinieri forestali e ai carabinieri.

L’incendio. Due cassonetti in fiamme non sarebbero una notizia così rilevante, se non fosse per il contesto e le recenti polemiche. Da alcuni giorni, infatti, è scattato il nuovo metodo di raccolta differenziata nel territorio comunale di Capoliveri, frutto di una nuova intesa tra la società Esa e l’amministrazione comunale di Capoliveri. Il passaggio a orari prestabiliti per la raccolta dei vari rifiuti e la modifica alle modalità di conferimento non è stata digerita in modo uniforme da tutti i cittadini e i turisti del comune capoliverese. E le proteste non sono mancate, come è accaduto esattamente nel 2016, quando un nuovo sistema di raccolta fu avviato nel comune di Marciana, per le proteste dei Comuni limitrofi di Marciana Marina e Campo nell’Elba. Nel mirino c’è il fenomeno della “migrazione” dei rifiuti: i cassonetti situati nei territori di confine, come Mola e la zona al bivio del Buraccio (dove si è sviluppato l’incendio di mercoledì notte) vengono caricati in modo straordinario dai cittadini che non hanno ancora familiarizzato con il sistema porta a porta.

Non è chiaro se quanto accaduto mercoledì notte, dopo l’una, sia dovuto a una causa accidentale, magari per un incauto conferimento nel cassonetto, o sia di natura dolosa, un atto volontario di qualcuno a cui non andava giù l’esagerato conferimento di rifiuti. A tale proposito i vigili del fuoco del distaccamento di Portoferraio stanno indagando.

Raccoglitori rimossi. I cassonetti saranno rimossi dall’area di fronte all’Eurit, dove è avvenuto l’incendio. È quanto ha deciso il sindaco di Porto Azzurro Luca Simoni, che tuttavia non crede alla matrice dolosa del rogo. «Sì, ci sono state polemiche in questi giorni – spiega – ma ritengo plausibile l’ipotesi di un fatto accidentale. È probabile che qualcuno abbia gettato nel raccoglitore un mozzicone e il cassonetto sia andato a fuoco, coinvolgendo anche quello vicino».

Dolo o non dolo, poco cambia. Quei raccoglitori saranno tolti da quell’area. «Quanto accaduto ci dà motivo di togliere i cassonetti – aggiunge il primo cittadino di Porto Azzurro – la situazione è divenuta non sostenibile da quando Capoliveri è passata al nuovo sistema di raccolta. Abbiamo portato ad otto il numero dei raccoglitori al bivio del Buraccio, ma ogni mattina i rifiuti sono tantissimi,

dentro e fuori dai cassonetti. Da stamani i raccoglitori sono stati rimossi, in attesa che la situazione si normalizzi». Nei giorni scorsi la polizia municipale aveva individuato alcuni trasgressori ed elevato i primi verbali per il conferimento irregolare dei rifiuti in quella zona.

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