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Aferpi, raccolte oltre 1100 firme da Camping Cig

Nel documento l’associazione chiede che il governo prenda in mano le redini della siderurgia piombinese

PIOMBINO. La data di lunedì prossimo, il 27, continua ad aleggiare. Di convocazioni ufficiali, però, ai sindacati non ne sono ancora arrivate. Hanno ben presente, comunque, la promessa del ministro Carlo Calenda: il giorno stesso dell’incontro al Mise con Issad Rebrab o Said Benikene avrebbe ricevuto anche loro. In separata sede.

In questi giorni, le Rsu e e le segreterie di Fim, Fiom, e Uilm decideranno come presentarsi nella capitale. L’Ugl, di fatto, lo sa già. Ha risposto sì alla richiesta che il Coordinamento articolo 1-Camping Cig aveva inviato anche alle altre organizzazioni - «senza ricevere riscontri» , dice l’associazione - e insieme stanno completando un pullman per assicurare una presenza sotto le finestre del ministero durante l’incontro.

Quella di una partecipazione diretta delle persone era tra le richieste su cui Camping Cig ha cercato il consenso durante i sei giorni di presidio in piazza Cappelletti. E in oltre 1.100 hanno firmato. Una cifra non scontata. La petizione è già stata consegnata in copia al sindaco Massimo Giuliani. E’ lo stesso Camping Cig a fare la cronaca dell’incontro con il primo cittadino. Spiegando prima, però, lo scopo della mobilitazione. A partire dalla necessità di «continuare il dialogo con tutti gli strati sociali». Nel documento sono espressi gli obiettivi ritenuti fondamentali, in questa fase della mobilitazione. Oltre all’organizzazione di «una grande manifestazione» a Roma in occasione dell’incontro al Mise, si chiede al governo di dichiarare in quella sede «che il contratto con Cevital è annullato per evidente inadempienza dell’imprenditore e della dimostrata incapacità di investire a Piombino» e decida di riprendere in mano la gestione della siderurgia piombinese.

Anche il terzo punto investe direttamente l’esecutivo «affinchè avvii immediatamente un processo partecipato per l’estensione e l’implementazione di un "Piano B", con l’individuazione dei settori prioritari e l’armonizzazione del loro sviluppo. Renda pubblici - prosegue il coordinamento - tutti i documenti che accompagnano il preliminare ed il contratto di vendita, per permetterci di capire a causa di chi e perché ci troviamo oggi in questa situazione».

Oltre a ringraziare quanti hanno firmato e quanti hanno fatto osservazioni in dissenso «di cui faremo tesoro», Camping Cig riepiloga la posizione espressa da Giuliani. «Il sindaco - si afferma - ha parlato della posizione dell’amministrazione, ha detto che due lettere sono state inviate al Ministero per sollecitare l’incontro in cui Cevital dovrà presentare un piano industriale e finanziario credibile. Ha parlato poi degli sforzi compiuti per sollecitare investimenti nella zona e ha indicato la prospettiva di circa 700 nuovi posti di lavoro. Ha parlato anche del porto, facendo presente che la concessione della banchina ad Aferpi scadrà a giugno e non verrà rinnovata, e tanto meno estesa, in assenza di solide garanzie».

L’incontro si è svolto in un clima definito cordiale e collaborativo. Il coordinamento ricorda, infine, la nuova criticità maturata nell’indotto.

I 21 lavoratori della Sme (gruppo Bertocci), tra i pochi rimasti in Aferpi, costretti ad accettare la cassa integrazione per 5 mesi per poi essere licenziati e senza ammortizzatori. L’alternativa sarebbe stata il licenziamento immediato. «Questo riserva il futuro per i lavoratori e a questo - chiude Camping Cig - ha portato una politica sindacale che non ha mai voluto unificare le rivendicazioni dei lavoratori dell’indotto, lasciandoli a contrattare impresa per impresa, né tantomeno unificare tutti, diretti

e non, in un’unica piattaforma rivendicativa. Portiamo la nostra solidarietà a questi lavoratori, ultimi in ordine di tempo a subire gli effetti di una situazione ormai tragica. Li invitiamo caldamente ad unirsi a noi, per unificare le nostre lotte e risolvere assieme i nostri problemi».

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