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Case popolari, giro di vite contro i furbetti

Di Giorgi promette più controlli dopo l’inchiesta della Finanza che ha scoperto in provincia 35 casi di false autocertificazioni dei redditi

PIOMBINO. Il Comune di Piombino ha intenzione di intensificare i controlli sugli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Dopo la notizia della scoperta di 35 “furbetti” delle case popolari in tutta la provincia, tra cui due nuclei familiari piombinesi, pizzicati con autocertificazioni dei redditi false, il Comune ribadisce la linea già anticipata nei giorni scorsi al Tirreno, con l’assessora alle politiche sociali, Margherita Di Giorgi.

Più controlli, dice Di Giorgi, rappresentano «un segnale importante in un momento così delicato per l’emergenza abitativa in città».

Un robusto incremento delle verifiche vuole aumentare il raggio d’azione degli accertamenti che l’amministrazione ha già avviato da tempo su morosità e occupazione degli alloggi pubblici di sua proprietà. E viaggerà in parallelo ai controlli effettuati da Casalp, l’ente gestore del patrimonio abitativo della provincia. Il tutto con l’ausilio dei vigili urbani e della Guardia di Finanza.

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Il lavoro di controllo intrapreso dagli uffici comunali fino a ora ha fatto emergere, nel 2016, otto casi di irregolarità per morosità e false dichiarazioni dei redditi. «Questo reato - sottolinea Di Giorgi - viene perseguito per via amministrativa, con il pagamento di una sanzione pari a tre volte il debito, o per vie penali, se di importo superiore ai 4.000 euro. Dal punto di vista della normativa di settore, la falsa dichiarazione per quanto riguarda il reddito non rientra tra le cause di decadenza dall’assegnazione, mentre lo è il non aver provveduto a dare i dati reddituali».

Fornire notizie false riguardo ai propri redditi non porta quindi alla revoca di un alloggio popolare, cosa che invece accade se non persistono i requisiti di assegnazione dello stesso.

E negli ultimi anni il Comune ha lavorato anche per individuare tali casi, effettuando una serie di verifiche sulla composizione dei nuclei familiari e sul costante utilizzo dell’appartamento, in mancanza del quale e senza una spiegazione valida, può essere decisa la revoca dell’assegnazione in affitto della struttura.

Tramite questi controlli il Comune ha recuperato, nel 2016, sei appartamenti occupati illegittimamente, mentre nel 2015 furono sette, quattro nel 2014 e nel 2013.
Ventuno alloggi recuperati in quattro anni, dunque, con l’allontanamento dei relativi inquilini. La dichiarazione di decadenza comporta, specifica Di Giorgi, un lungo lavoro da parte degli uffici, così come lo richiede il controllo dei dati reddituali.

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«Vengono fatti controlli a campione sulle dichiarazioni dei redditi – spiega l’assessora – privilegiando i nuclei che dichiarano reddito zero o reddito non in linea con quello dichiarato negli anni precedenti. Nel momento in cui emergono situazioni di difformità il Comune invia una segnalazione alla Guardia di finanza, per ricalcolare il canone dovuto e richiederlo all’assegnatario mendace».

Certo è che l’emergenza abitativa a Piombino fa paura. Nel 2016 ci sono stati 86 sfratti segnalati all’ufficio casa del Comune, mentre le domande per il contributo all’affitto superano di gran lunga le risorse per farvi fronte e la crisi della siderurgia ha reso più evidenti tutti questi processi.

Nel territorio comunale ci sono circa 900 alloggi di edilizia residenziale pubblica, tutti pieni eccetto una ventina in attesa di manutenzione. Perciò, sottolinea Di Giorgi «dobbiamo necessariamente intensificare i controlli e cercare di verificare le situazioni di mendacità e le false dichiarazioni. Devo sottolineare, comunque, che sono soprattutto italiani i morosi che abbiamo potuto individuare nel corso degli ultimi accertamenti, sfatando così uno dei tanti pregiudizi che purtroppo circolano e che attribuiscono soprattutto agli stranieri situazioni di irregolarità e di morosità».

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