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Il Papa abbraccia Roberto Giannoni, vittima di un clamoroso errore giudiziario

Venturina: ex bancario, fu ritenuto addirittura il cervello di un'organizzazione mafiosa con diramazioni in tutta la Toscana. Ha raccontato la sua esperienza durante l’udienza in piazza San Pietro

VENTURINA. Papa Francesco ha abbracciato sabato 3 in piazza San Pietro il venturinese Roberto Giannoni, 70 anni, che - in occasione del Giubileo degli operatori della Misericordia - ha portato la sua testimonianza di vittima di un clamoroso errore giudiziario. «L'arresto, una famiglia distrutta, la carcerazione in regime di 41 bis, e poi l'assoluzione? ma chi ti ridà la tua vita di prima, i genitori morti, il lavoro perso?», si chiede ad alta voce Roberto, che parlando davanti a 40 mila persone in piazza San Pietro a un certo punto ha dovuto interrompere la lettura del suo testo perchè non riusciva a trattenere le lacrime.

L'ERRORE GIUDIZIARIO

L'uomo è stato al centro di una terribile vicenda giudiziaria che ha sconvolto la sua vita e distrutto la sua famiglia. Bancario, direttore della filiale di Sassetta della Cassa di Risparmio di Livorno, viene arrestato il 10 giugno 1992 dagli uomini della DIA di Firenze con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, usura, concorso in usura, estorsioni, riciclaggio, traffico di stupefacenti ed armi. «Tutto - spiega Roberto - si regge sulle dichiarazioni rilasciate da due collaboratori di giustizia. Gli vengono negati gli arresti domiciliari, resta in carcere per 12 mesi, di cui 10 sotto il regime del 41 bis in custodia cautelare. Viene assolto su richiesta della stessa procura al termine di un processo durato quasi quattro anni ed una vicenda durata sei anni sei mesi sei giorni. Nel frattempo ha perso il posto di lavoro, il padre è morto di crepacuore un mese prima dell'inizio del processo, la madre un mese dopo la sentenza, sfinita dall'angoscia». Era ritenuto addirittura il cervello di un'organizzazione mafiosa che avrebbe avuto diramazioni in tutta la Toscana. Su questa vicenda Roberto Giannoni ha scritto un libro, “Hotel Sollicciano - 12 mesi in una suite dello Stato a mezza pensione”.

IL RISARCIMENTO

In carcere, quello di Porto Azzurro, Giannoni è rientrato qualche anno fa come assistente della San Vincenzo de' Paoli. Quello che ha provato non se lo è dimenticato e mai potrà farlo. Ha aiutato i carcerati come

poteva, a volte anche con semplici parole, così come a Solliciano aveva aiutato i «colleghi» a scrivere lettere o fare i conti. Allo Stato, per quella ingiusta detenzione, aveva chiesto un miliardo di lire. Ha avuto 200 milioni, quel poco che basta per ricomprarsi una casa che aveva perso.

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