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Apritiborgo, attesa per il «festival dei grandi numeri»

Campiglia, presenze e incassi in crescita col teatro di strada Bertocchi: «Grandi benefici ma anche tanti sacrifici»

CAMPIGLIA. Centinaia di migliaia le presenze finora, incassi in crescita e ricadute positive sull’intero territorio. Tutto questo è “Apritiborgo”, il festival del teatro di strada organizzato ogni anno con grande impegno, e non pochi sacrifici, dall’amministrazione comunale.

Almeno un miliardo le persone che hanno conosciuto e visitato Campiglia e la Val di Cornia sin dal debutto della manifestazione, dodici anni fa. E ora è pronta a partire una nuova edizione che per cinque giorni, dall’11 al 15 agosto, vedrà 24 compagnie, italiane e internazionali, esibirsi ogni sera in un mondo incantato tra arte e fantasia. Palcoscenico naturale, le bellezze del centro storico.

I biglietti venduti nel 2015 sfiorano gli 11mila, con un incasso di oltre 95mila euro, in linea con il 2014, ma in crescita rispetto agli anni precedenti. Senza considerare le migliaia di click sul sito www.apritiborgo.it, e le migliaia di pagine, sulla stampa e sul web, che ne parlano.

E’ «il festival dei grandi numeri», come lo definisce Jacopo Bertocchi, vicesindaco e assessore alla cultura, che ne sottolinea la capacità di generare un circuito virtuoso con benefici non solo sul tessuto campigliese, ma di tutta la Val di Cornia. «E’ un’occasione unica per la promozione del nostro territorio – spiega - sia per la risonanza mediatica che ha come festival di strada, tra i migliori d’Italia, in uno spettacolo suggestivo che esalta il borgo e i nostri beni culturali, sia per l’opportunità di farci conoscere, di accogliere e di far godere delle nostre eccellenze culturali e gastronomiche».

Apritiborgo (sotto la direzione artistica di Terzostudio) ha il patrocinio del ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, che da tre anni sostiene la manifestazione con un finanziamento di circa ottomila euro. Un riconoscimento questo, come definito dalle finalità del contributo, alla qualità dell’offerta, ai progetti artistici e multidisciplinari e ai processi di lavoro innovativi, alla qualificazione delle competenze, e all’interazione tra lo spettacolo dal vivo e l’intera filiera culturale, educativa e del turismo.

«E’ un festival per tutti, bambini, giovani, adulti, famiglie – precisa Bertocchi – e anche una vetrina per la gastronomia e l’artigianato locale. E legati al festival ci sono poi tanti progetti di formazione che coinvolgono una decina di associazioni del posto, oltre all’Accademia di Belle arti».

Senza dimenticare che a trarne vantaggio è l’economia del centro storico, e con migliaia di turisti che qui arrivano e che poi dal borgo poi partono per conoscere altri luoghi della Val di Cornia.

«A fronte di tanti benefici – aggiunge il vicesindaco – ci sono comunque grandi sacrifici».

L’investimento dell’amministrazione comunale su Apritiborgo è di circa 80mila euro. Oltre all’impegno economico c’è poi quello delle risorse umane che, per mesi, lavorano per predisporre il tutto.

«E’ una manifestazione gigantesca – puntualizza – che richiede all’ente uno sforzo titanico per le ore di lavoro necessarie per gli adempimenti burocratici e per l’organizzazione complessa. E nel contesto

di una diminuzione costante di personale, lo sforzo dei dipendenti comunali, nel sostenere con grande spirito e impegno una manifestazione che ha assunto dimensioni sempre più importanti, diventa una delle condizioni essenziali per la realizzazione di Apritiborgo».

Annalisa Mastellone

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