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Il premio Brignetti parla spagnolo con Javier Cercas

L’autore de “L’impostore” trionfa nell’edizione 2016 Al secondo posto Rosa Matteucci, poi Diego De Silva

PORTOFERRAIO. È Javier Cercas, con il suo “L'impostore” (editore Guanda), il trionfatore della 44ª edizione del premio letterario internazionale Isola d'Elba, Raffaello Brignetti. L’autore spagnolo ha registrato il più alto numero di preferenze fra i giurati letterari (13 componenti) e i giurati popolari (40 persone selezionate fra il mondo studentesco, imprenditoriale e rappresentanti di categorie produttive) del premio, lasciandosi alle spalle Rosa Matteucci (aveva partecipato al concorso elbano con il libro edito da Adelphi "Costellazione familiare") e Diego De Silva ("Terapia di coppia per amanti", Einaudi). Il premio torna a guardare all'Europa, dopo l'ultimo successo del 2014 al francese Pierre Lemaitre.

Il vincitore è stato proclamato ieri sera, nel chiostro del centro De Laugier, nel corso della serata presentata da Lisa Marzoli, giornalista del Tg2, da Francesco Guidara, giornalista elbano e dall'ospite d'onore Valeria Altobelli, davanti a un fitto uditorio elbano. In verità, l'annuncio del vincitore ha avuto luogo nel corso della conferenza stampa che il presidente della giuria letteraria Alberto Brandani ha presieduto presso l'hotel Airone di San Giovanni ieri dopo mezzogiorno. «Un premio silenzioso - ha detto Alberto Brandani nel presentare alla platea il vincitore - ma sempre molto attento ai valori europei, che sa conciliare cultura con passione civile. Ci si interrogherà con minore superficialità se la menzogna a fin di bene può essere accolta e giustificata o se invece è solo criticabile», riferendosi al contenuto del libro dello spagnolo Cercas. Anche per quest'ultima edizione il premio Brignetti ha presentato la formula che coniuga insieme la tradizione con la qualità delle opere concorrenti. Ha detto del libro il giurato Mario Baudino nel corso della conferenza stampa che l'autore gioca alle immagini dello specchio, dove ognuno dei protagonisti ha la sua verità. In fondo anche lo stesso scrittore è un po' un impostore. Teresa De Santis si è soffermata a considerare il personaggio principale rappresentante di un prototipo, di una patologia moderna della nostra società. Giorgio Barsotti ha evidenziato i punti di contato con il "Don Chisciotte" di Cervantes. Ernesto Ferrero ha ricordato il premio attribuito al vincitore in occasione di una passata edizione del Salone del Libro di Torino. Giuseppe Conte ha definito Cercas uno scrittore vero. «Come si fa a distinguere uno scrittore vero da uno falso? - si è domandato il giurato - Quello vero ha la piena consapevolezza degli strumento che usa nella scrittura e della storia del suo Paese. Quando si chiude un libro il lettore dovrebbe conoscere di più il mondo che lo circonda e nel quale vive».

L'autore ha ringraziato giurati letterari e popolari che lo hanno votato facendogli vincere un premio così importante. «L'impostore è un po' il simbolo di tutto il Novecento - ha detto - Ha avuto tutto questo successo e conseguente trionfo perché il protagonista diceva cose che la gente si aspettava di sentire, non certo la verità». Nel corso della serata è stato premiato

lo scrittore elbano Luciano Gelli per la sua produzione letteraria. «È con grande piacere - ha detto l'assessore alla cultura Roberto Marini - assistere a momenti come questi e vedere il Comune al fianco del premio che ha radici solide e che rappresenta la cultura dell'Elba da 44 anni».

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