Quotidiani locali

Vai alla pagina su Inchiesta morte in corsia
VILLAMARINA

Fausta Bonino: "Non c'è un serial killer, è malasanità"

"Si sapeva che qualcosa non andava, ma per il primario era tutto regolare"

PIOMBINO. La volta scorsa fu un attacco frontale alla Procura e ai carabinieri del Nas. Stavolta l’attacco è stato sferrato nei confronti dell’ospedale Villamarina. Anzi, per essere più precisi nei confronti di un primario e di una caposala. Fausta Bonino ieri sera è tornata a parlare su quello che ormai è diventato il suo pulpito preferito, la trasmissione “Quarto grado” di Retequattro.

E stavolta non ha parlato al telefono ma in video, in casa sua. Qui, nel suo appartamento di via Primo maggio, ha aperto le porte alla troupe di Mediaset per manifestare la propria «rabbia» e puntare il dito sull’azienda dove ha lavorato in tutti questi anni. Accusata di aver ucciso 14 pazienti nel reparto di rianimazione con dosi massicce di eparina (un anticoagulante), arrestata dai carabinieri del Nas, condotta in carcere, interrogata più volte e infine scarcerata su ordine del Tribunale del riesame di Firenze, l’infermiera di origini savonesi è passata al contrattacco con quelli che «avrebbero dovuto difendermi».

Non le altre infermiere («le colleghe mi hanno sempre difeso a denti stretti e mi sono venute tutte a trovare»), ma «il primario» e «la caposala». Non ha fatto nomi, ma ha detto di aver denunciato lei stessa che qualcosa non andava in quel reparto: «Si sapeva da tanto tempo, non so se dal 2014 ma certamente nel 2015 io ho chiesto più volte alla caposala e al primario.

La prima non mi ha mai risposto, secondo il primario invece era tutto regolare».

A precisa domanda, e dopo aver escluso l’ipotesi di un serial killer, Bonino ha poi risposto che sì, secondo lei quello che è avvenuto a Villamarina è «un caso di malasanità».
 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Piombino Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro