Quotidiani locali

I libri donati da Napoleone rivivono in forma digitale


Alla Villa dei Mulini l’opera di restauro e scansione finanziata dagli Emirati Arabi

PORTOFERRAIO. I visitatori della Villa dei Mulini potranno consultare, a partire da maggio, i libri che furono letti da Napoleone Bonaparte durante il suo soggiorno sull'Isola d'Elba. Merito dell’imponente opera di digitalizzazione, in corso proprio in questi giorni, con la quale saranno archiviati i 982 testi che l’Imperatore si fece mandare da Fontenbleau e dal suo zio cardinale Fesch all'Elba e, alla vigilia della sua fuga dall'Isola, decise di donare alla città.

La lettura dei libri di Napoleone, dunque, non sarà più un privilegio per pochi. L’ambizioso progetto è frutto dell'accordo siglato a Roma tra il Ministero della cultura italiano (attraverso la Soprintendenza di Pisa e Livorno) e l’Archivio nazionale dell'ufficio affari presidenziali degli Emirati Arabi, che prevede il restauro e la digitalizzazione dell'intera biblioteca napoleonica conservata ai Mulini. I volumi, uno per uno sfogliati e passati sotto dei precisi scanner che ne ha prodotto delle copie in forma digitale, confluiranno in un unico "corpus" consultabile in un archivio digitale. In questi mesi sono passati sotto lo scanner qualcosa come 373 mila pagine che andranno a costituire la biblioteca digitale dell'Imperatore.

Due le specificità del nuovo archivio digitale: servire al visitatore curioso nel corso del tour nelle stanze della Villa dei Mulini, e allo stesso tempo fornire materiale anche allo studioso, al ricercatore. Tutto questo con un obiettivo comune: creare un sistema di consultazione praticamente incorruttibile e non deteriorabile nel tempo, come sono per l'appunto i libri. «Oggi si colgono i frutti di un progetto che viene da lontano – ha detto la direttrice dei musei napoleonici elbani, Antonia D'Aniello – Se ne cominciò a parlare nel 2012 quando venne siglato il protocollo fra gli Emirati arabi e il nostro Ministero, ma solo dallo scorso anno entrato nella sua fase operativa. Siamo davanti a un evento di sicuro ambizioso, che collocherà, attraverso i libri del Sovrano francese, Portoferraio all'attenzione di tutto il mondo».

Ma cosa ha spinto gli Arabi a interessarsi dei libri di Napoleone? «La loro storia – risponde Joana Baguenier, referente del progetto elbano per la società Gradatim – Conoscere i libri che contenessero delle informazioni che potevano aver riferimenti con la storia araba. Quindi anche sapere e consultare i volumi di tattica militare, di finanza e organizzazione dello Stato e infine testi cartografici. Con l'iniziativa di digitalizzare i volumi si ampia la conoscenza e si allarga alla massa ciò che prima era di stretta pertinenza di pochi. Oltre che facilitare la consultazione bibliografica».

Il progetto prevede l'installazione di tre totem (postazioni digitali): uno alla biblioteca Foresiana a disposizione degli studiosi; due in una sala del museo dei Mulini; di cui uno di facile e veloce consultazione per i visitatori dotato di schermo touch screen; un altro invece con le caratteristiche identiche a quello collocato in biblioteca, per una ricerca approfondita del materiale d’archivio.

Il lettore potrà scegliere tre lingue sul dispositivo multimediale: l'italiano, il francese e l'inglese. «A questo punto - ha continuato la direttrice delle due regge napoleoniche elbane – insieme con gli amministratori stiamo creando un evento per presentare al pubblico la novità».

La Villa dei Mulini
La Villa dei Mulini

«Fin dal primo contatto che abbiamo avuto con la Soprintendenza di Pisa – ha detto il sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari – dove ci sono state illustrate le peculiarità del lavoro, abbiamo collaborato. Siamo convinti tutti che si sta lavorando alla valorizzazione di un sito storico mondiale. Desideriamo anche – ha concluso il sindaco – consolidare i rapporti con la Soprintendenza».

«Abbiamo gettato le basi – ha aggiunto Roberto Marini, assessore alla Cultura – per impostare un percorso comune di rilancio delle nostre eccellenze, cercando anche di ampliare la loro fruizione. Pensiamo ad esempio di tenere la villa aperta nelle ore notturne – ha concluso Marini – durante la stagione estiva».

Il progetto. Sono tre le società specializzate che attualmente lavorano al progetto di restauro e digitalizzazione dei libri dell'Imperatore. La Gradatim, la ditta Alessandra Masi di Firenze e la cooperativa Csa. La Gradatim è l' azienda che ha curato e coordinato il progetto. La ditta Masi di Firenze, invece, è specializzata in interventi di restauro e recupero di libri antichi: un’attività che in questi giorni sta compiendo sui 982 testi napoleonici della Villa dei Mulini. Libri che sono stati trovati in buono stato di conservazione. Infine la cooperativa Csa si occupa dello scanner ad alta precisione e del trasferimento di tutte le pagine dei libri dalla carta all’archivio digitale.

 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Piombino Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NUOVE OPPORTUNITA' PER CHI AMA SCRIVERE

Servizi, una redazione a disposizione dell'autore