Quotidiani locali

il caso

Magona sparita dal radar del Governo

Nannipieri: «Da due anni attendiamo invano risposte sul prezzo dell’energia». E ad aprile sulla “solidarietà” incombe il jobs act

PIOMBINO. Arcelor Mittal Magona ha appena chiuso un altro anno in rosso, penalizzata dai bassi prezzi dei prodotti, dalla sovracapacità produttiva che rappresenta un problema planetario, e da un gap annoso per la storica azienda: un prezzo dell’energia sproporzionato (circa tre volte in più della concorrenza) i cui danni sono difficili da limitare visto che l’opera di contenimento dei costi sembra aver toccato ormai tutti gli aspetti.

La Magona è in rosso (dopo due ricapitalizzazioni da 50 milioni ciascuna nel 2009 e nel 2014) nonostante l’azienda in realtà riesca a stare sul mercato, con una produzione nel 2015 di 550mila tonnellate tra zincato e preverniciato, continuando ad avere clienti e commesse importanti, «grazie alla qualità delle nostre produzioni – spiega Leandro Nannipieri, da poco direttore operativo in Francia, a Fos, e supervisore di Magona – risultato diretto della competenza dei lavoratori piombinesi, vero valore aggiunto di questa azienda».

Nell’anno da poco concluso con la ripartenza di zincatura cinque e del treno di laminazione sono stati riassorbiti un centinaio di lavoratori. Così in totale su 514 dipendenti, 160 sono quelli rimasti in solidarietà. E proprio la questione degli ammortizzatori sociali, in scadenza a fine mese, è quella che insieme al costo dell’energia, più preoccupa l’azienda.

leggi anche:

Lunedì 29 febbraio Nannipieri insieme al neodirettore di stabilimento, Giovanni Carpino, ha convocato una conferenza stampa per esprimere non solo preoccupazione, ma anche la propria irritazione per l’assenza di risposte da parte delle istituzioni su questioni sul tavolo ormai da anni.

«Sull’energia attendiamo risposte dal Governo da un paio d’anni – dice Nannipieri – Prima ci fu un decreto con un piccolo sconto che Renzi promise di incrementare, ma non ne abbiamo più saputo nulla, poi il sottosegretario Claudio De Vincenti si era impegnato a rivedere gli indicatori principali per il costo dell’energia ma anche lì non è successo niente. Tra l’altro nello stesso incontro ci era stato chiesto un impegno sull’occupazione e abbiamo fatto ripartire zincatura 5 e il treno di laminazione...».

Nannipieri inoltre sostiene che l’azienda è stata pure «depistata, quando ci parlavano della possibilità di un accordo per le aziende comprese nelle aree di crisi complessa come la nostra. Invece di recente la ministra Federica Guidi ha spiegato pubblicamente che nemmeno questa via, quella delle Riu (Reti unificate interne) è percorribile. Eppure – prosegue Nannipieri – nell’Accordo di programma, firmato da Comune, Regione, Governo, il tema dell’energia era richiamato. Mi avevano annunciato una convocazione da parte del Governo, l’aspetto da mesi. Ma che dobbiamo fare per avere un po’ d’attenzione?».

Dal Governo Magona attende risposte su un altro tema importante, su cui da tempo lavora già il sindacato, e cioè la scadenza degli ammortizzatori sociali. Ad aprile la “solidarietà” verrà declinata secondo le previsioni del jobs act, il che significa una busta paga non più rapportata allo stipendio ma alla cassa integrazione, e un peso economico maggiore per l’azienda.

«Noi chiediamo che la situazione venga considerata in continuità con la precedente procedura di solidarietà – spiega Carpino – perché gli sforzi che abbiamo fatto e stiamo facendo anche dal punto di vista progettuale consentano di affrontare con serenità la situazione dal punto di vista sociale, arrivando alla scadenza naturale del 2018 senza traumi, trovando cioè soluzioni per tutti i lavoratori».

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Piombino Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro