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Offre la casa a sette rifugiati africani

Romano Busdraghi, 83 anni, aderisce al progetto della coop Odissea: «Ognuno faccia qualcosa per cambiare il mondo»

PIOMBINO. «Chi ha una casa libera la metta a disposizione degli immigrati in difficoltà. Bisogna che ognuno, nel proprio piccolo, faccia qualcosa per cambiarlo questo mondo». È l’invito di Romano Busdraghi, classe ’33, il venturinese che ha deciso di ospitare in un suo appartamento i sette ragazzi africani arrivati a Venturina tramite la cooperativa Odissea di Lucca.

Le sue parole somigliano a quelle usate di recente dal governatore Enrico Rossi, di cui condivide l’appello lanciato ai toscani proprietari di case sfitte ad aprire le porte a chi sbarca sulle nostre coste in cerca di un futuro, e rispondere così con la solidarietà all’emergenza umanitaria dell’immigrazione. «Le cronache in queste ore ne raccontano il dramma – sottolinea Busdraghi – Siamo in un momento in cui chi può deve dare il suo contributo, è un obbligo morale. E io, nei limiti delle mie possibilità, non ho fatto altro che dare un appartamento vuoto a ragazzi coraggiosi che, a costo di rischiare la vita, sono venuti in Italia in cerca di una speranza perché scappano da guerre e miseria».

Sono sbarcati in Calabria, hanno tutti intorno ai 20 anni, due ragazzi vengono dalla Guinea, due dalla Costa d’Avorio, due dal Gambia e uno dal Mali. Vengono seguiti quotidianamente da un’equipe formata da un operatore sociale, da una psicologa e da un coordinatore (entrambi di Venturina) della cooperativa Odissea, che gestisce il progetto di accoglienza e assistenza (grazie a un bando emesso dalla prefettura di Livorno) col supporto del Comune.

«Sono venuto a conoscenza della cosa tramite amici in comune con il coordinatore, Giacomo Poeta. Quando mi hanno presentato il progetto – aggiunge Busdraghi – ho capito che era una cosa strutturata bene: c’è la cooperativa, la prefettura, se ne interessa l’assessore Ticciati, l’Asl e ho inteso che c’era di mezzo anche la Regione. Insomma una garanzia, innanzitutto per loro perché non sono soli. In situazioni del genere, se non si ha nessuno alle spalle è facile poi cercare qualche espediente per mangiare e sopravvivere. Quindi ho subito accettato mettendo a disposizione un appartamento che avevo libero, ammobiliato e adatto a ospitare queste persone». Il contratto è di un anno, rinnovabile, con affitto e utenze pagati con fondi ministeriali e anticipati dalla cooperativa Odissea.

«I sette ragazzi hanno chiesto asilo politico, erano perseguitati nella loro terra – spiega - Hanno visto morire amici e parenti, e sono venuti qui per restare non per andare in altri paesi. Adesso si stanno ambientando, sono ovviamente confusi e ancora spaventati, hanno tanti bisogni, ma anche tanta intelligenza e stanno facendo del loro meglio per farsi accettare. Vogliono innanzitutto imparare l’italiano, cercare poi un lavoro, insomma vogliono una vita».

Com’è stato l’impatto della comunità venturinese? «Tutto tranquillo – va avanti Busdraghi, molto conosciuto in paese per il suo spirito solidale e di condivisione – Il vicinato li ha accolti bene, e sono sicuro che non ci saranno problemi, la nostra comunità è molto aperta e ospitale». Per cui «condivido e rilancio – ribadisce – l’appello fatto da Enrico Rossi, che ha invitato i toscani a rispondere a queste esigenze – Nei prossimi

giorni arriveranno altre centinaia di immigrati, chi ha una casa libera la metta a disposizione, quando ci sono di mezzo Stato e istituzioni chi arriva è tutelato, così come chi aiuta. E io sono felice di aver dato il mio contributo» conclude Romano Busdraghi.


 

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