Quotidiani locali

Da Regione e Mise 52 milioni per la reindustrializzazione

Deliberato il pacchetto di interventi che potrebbero partire ad anno nuovo interessando anche i lavoratori dell’indotto. Giuliani: rispettato il cronoprogramma

PIOMBINO. La giunta regionale ha deliberato un pacchetto di interventi e incentivi per la reindustrializzazione e la riconversione dell’area portuale e del polo siderurgico piombinese, prevedendo risorse per complessivi 52 milioni, di cui 32 di incentivi regionali e gli altri 20 di competenza del Ministero dello sviluppo economico.

Il quadro di riferimento. Con la delibera approvata ieri dalla giunta - una delibera tecnica, denominata precall, che verrà pubblicata nei prossimi giorni a cura di Invitalia, vengono messe in fila le misure di cui potranno usufruire le aziende. «Ma soprattutto viene definito – dice una nota della Regione – quanto ai lavoratori, il bacino di riferimento e i criteri di individuazione dell’indotto siderurgico che saranno fatti propri dalle iniziative future: non solo della Regione ma anche quelle messe in campo dallo Stato».

Via agli interventi. «Si tratta di un passaggio essenziale - commenta l’assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini - e di un ulteriore passo in avanti per l’attuazione dell’Accordo di programma firmato lo scorso aprile, dopo quelli molto importanti già compiuti nei giorni scorsi sulle risorse per la bonifica. Gli interventi per la reindustrializzazione potrebbero partire ad anno nuovo, e realizzarsi in un quadro di maggiore tranquillità viste le prospettive aperte per la Lucchini con i due progetti industriali oggetto della verifica da parte del commissario. Col piano ci prefiggiamo di attrarre nuovi investimenti e nuovo lavoro a Piombino e nella Val di Cornia».

L’indotto. «L’intervento – spiega la Regione – è rivolto ai lavoratori del settore siderurgico, sia diretti che a tutti quelli dell’indotto, espulsi dal mercato del lavoro a causa della crisi. La delibera fissa i paletti: il personale da rioccupare sarà costituito dai lavoratori di Lucchini, Arcelor Magona e Dalmine rimasti senza lavoro o che hanno usufruito di qualche ammortizzatore sociale, non importa se assunti come subordinati o parasubordinati, l’essenziale è che siano stati occupati fra il 2010 e il 26 aprile 2014. Ci rientreranno così anche i lavoratori a progetto, chi ha avuto contratti di collaborazione, da lavoro occasionale accessorio o di agenzia a tempo indeterminato, ma non i lavoratori autonomi. Lo stesso vale per chi ha lavorato nelle imprese dell’indotto ubicate nell'area di crisi - ovvero , oltre a Piombino, anche San Vincenzo, Suvereto e Campiglia Marittima - o nei comuni attigui di Follonica, Castagneto Carducci, Sassetta, Monteverdi Marittimo, Monterotondo Marittimo e Massa Marittima».

Le misure di riqualificazione. Per riqualificare il polo di Piombino rafforzandone il tessuto produttivo ma anche cercando sbocchi alternativi all’attuale indotto siderurgico, la delibera elenca varie misure. Sono previsti bandi per la ricerca e lo sviluppo, bandi sull’innovazione e fondi rotativi con finanziamenti a tasso zero che aiuteranno a sostenere gli investimenti delle piccole e medie imprese, quelle dell’industria e artigianato ma anche del turismo e del commercio. Verranno offerte garanzie per facilitare l’accesso al credito di chi si rivolge alle banche per un prestito. Ci saranno incentivi alle assunzioni e programmi di formazione continua.

Tra gli strumenti a disposizione per aiutare chi intende avviare nuove iniziative imprenditoriali strategiche per la Regione intera e di un certo peso, soprattutto occupazionale potranno essere utilizzati anche protocolli di insediamento. Tutti strumenti generali che d’ora in poi avranno un richiamo specifico alla realtà di Piombino.

Giuliani e il cronoprogramma.

«Sono soddisfatto della delibera della giunta regionale – dice il sindaco Massimo Giuliani – perché si tratta di un altro tassello dell’Accordo di programma che va al suo posto, ma anche perché il lavoro a cui stiamo partecipando insieme alle altre istituzioni, che ringrazio, sta funzionando anche dal punto di vista dei tempi che ci eravamo dati, seguendo il cronoprogramma previsto, sia per le bonifiche che appunto per gli interventi di reindustrializzazione».

«Le misure e le risorse messe in campo – prosegue Giuliani – aiuteranno la competitività del territorio, per ampliare realtà produttive già esistenti e per mettere in campo nuovi progetti. Ma è importante anche aver precisato quel che ci proponevamo fin dalla firma dell’Accordo di programma, e cioé che nel personale da rioccupare saranno compresi anche i lavoratori dell’indotto».

La cessione della Lucchini. Oggi intanto è atteso

il decreto che stabilirà la proroga di 7-10 giorni – l’ultima, secondo le attese – per dar tempo a Cevital e Jindal di migliorare o precisare le proprie offerte. Stamani per fare il punto della situazione il sindaco ha convocato sindacati, Confindustria, Confesercenti, Confcommercio e Cna.

TrovaRistorante

a Piombino Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro