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Ucciso per sbaglio al rientro da caccia

Una fucilata al volto, da pochi metri, non gli ha dato scampo: morto sul colpo. Pensionato indagato per omicidio colposo

PIOMBINO. Un fruscìo, un movimento improvviso tra i cespugli. Lui ha imbracciato il fucile, ha puntato dal basso verso l’alto, mirando la sommità della vegetazione. E ha sparato. Alla polizia, ha detto di aver scambiato quel movimento per il volo di una ghiandaia. O forse di averla proprio vista. Ma non era un volatile quello che è abbattuto. Era un altro cacciatore.

Roberto Larini, 59 anni, pensionato delle acciaierie, è morto sul colpo. La rosa dei pallini lo ha colpito al volto e alla testa. Non c’è stato nulla da fare per soccorrerlo. E’ avvenuto intorno alle 9 a Populonia, in località Reciso, sopra Buca delle Fate. Larini era andato a caccia da solo, non al capanno ma al passo. All’alba aveva lasciato la sua auto nel parcheggio e si era inoltrato nella macchia. Il suo carniere era vuoto ma a una certa ora aveva deciso di rientrare.

Più avanti, a qualche decina di metri dall’entrata-uscita del sentiero, c’era un altro cacciatore. Rosario Parrino, 73 anni, era seduto in una piccola radura. Anche lui aveva il carniere vuoto. Larini è passato a pochi metri da lui, fucile in spalla, camminando lungo lo stradello. Era quasi arrivato, altri cinque minuti e avrebbe giunto la propria auto.

Al suo passaggio, ha sfiorato alcuni arbusti. Lì la vegetazione è piuttosto fitta, magari l’uomo ha scostato un ramo. Questo non possiamo saperlo. Sta di fatto che Parrino ha puntato il fucile, un calibro 12, verso l’altro e ha sparato. Alla polizia, l’uomo (comprensibilmente confuso) ha detto di aver visto o di aver pensato al volo di una ghiandaia. La distanza fra i due, come hanno poi accertato gli agenti, era di cinque-sette metri. Il colpo è stato preciso e letale. Quando si è reso conto di aver colpito un uomo, Parrino ha cercato di soccorrerlo ma ormai Larini era morto. Parrino ha preso il cellulare e ha chiamato direttamente la polizia, la quale poi ha allertato anche il 118. Sul posto le volanti, un’ambulanza della Pubblica assistenza con il medico a bordo, quindi il medico legale Massimo Rugi che ha eseguito un esame esterno. Il corpo è stato poi trasferito alla sala del commiato del cimitero. Nel frattempo il duro compito di avvertire la moglie e i figli della vittima, ma anche la famiglia dell’altro cacciatore. Effettuato il riconoscimento,

la salma è stata messa a disposizione dei familiari. Il quadro è sufficientemente chiaro per il magistrato di turno, il sostituto procuratore Antonio Di Bugno. Niente autopsia, solo il sequestro del fucile e delle cartucce di Parrino, indagato per omicidio colposo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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