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Il prof diventato star della tv di Taiwan

Riccardo Moratto racconta la sua nuova vita: insegna all’Università di Taipei ed è opinionista in un programma di successo

PIOMBINO. Sulla cartina geografica Taiwan è poco più di macchiolina che un arco immenso separa dall’Italia. Novemila chilometri, per difetto. Un giorno di viaggio, scali inclusi. Un quarto di mondo da lasciar sfilare da sotto il finestrino di un aereo. Quel viaggio di ventiquattr’ore Riccardo Moratto lo ha fatto per la prima volta sei anni fa, quando - non ancora terminato il corso di laurea specialistica come interprete simultaneo - una borsa di studio lo portò, in estate, a Taipei.

Città che oggi è diventata la sua casa e il centro della sua storia: attualmente divisa tra il successo televisivo e l’insegnamento in tre università. «Il programma col quale collaboro – racconta Riccardo, in Italia in visita alla sua famiglia – si chiama “Kangxi coming”. Una sorta di “Porta a porta” cinese. Intervengo come opinionista, su tematiche interculturali. E con tutta probabilità sono l’unico italiano in tutta l’Asia. Di certo l’unico piombinese!».

Da ricostruire passo dopo passo una storia che parte da lontano. Più nello spazio che nel tempo: perché è solo il 2004 - dieci anni appena - quando Riccardo, appena diplomato al liceo scientifico Carducci, si iscrive a Roma al corso triennale di lingue. L’inglese, il francese e il tedesco li conosce già alla perfezione e «pensare di continuare a studiarli – confessa – mi annoiava un po’. Così feci caso un corso di cinese che potevo includere nel piano di studi, sebbene non facesse parte del curriculum che avevo scelto. Inizio di un’entusiasmante sfida con me stesso». Tra Riccardo e la lingua cinese l’amore scoppia immediato. «Che poi – specifica – non è neanche corretto parlare solo di una “lingua”. Il cinese è una filosofia, una visione delle cose, qualcosa di molto più ampio e complesso rispetto a quanto dal di fuori si riesce a immaginare». La laurea arriva nel 2007. L’iscrizione alla laurea specialistica lo porta a Forlì. Un anno dopo, come detto, il primo viaggio a Taiwan. Quando nell’inverno del 2009 Riccardo torna in Italia diventa tutor per il supporto degli studenti asiatici presso la sua università nell’ambito di uno scambio bilaterale tra Taipei e Bologna.

«Nello stesso anno ho terminato gli studi e a quel punto ho vinto una borsa del ministero degli affari esteri che mi ha portato in Cina, a Shanghai, dove ho potuto perfezionare il mio cinese. Poi sono tornato a Taiwan. Per un po’ ho lavorato come interprete e come lettore universitario. Poi, primo straniero della National Taiwan Normal University, sono stato ammesso al dottorato di traduzione e interprete di conferenza». La carriera accademica, già avviata qualche tempo prima, culmina nel 2011 con l’apertura del primo corso di interpretazione cinese-italiano e italiano-cinese tenuta a Taiwan da un madrelingua italiano. L’ateneo è la Fujen Catholic University, ma nel frattempo Riccardo - che al tempo ha solo 26 anni - tiene corsi anche altrove e qualche mese dopo diventa professore a contratto presso la Taipei National University of Arts.

«Ed è arrivata la svolta che mi ha portato in televisione – prosegue – Ero sempre stato incuriosito dal mondo dello spettacolo, ma restandone a distanza. Un’amica americana faceva teatro e mi ha presentato a una produzione. Poco dopo mi sono ritrovato come opinionista fisso di una famosa trasmissione che si chiama “WTO Jiemeihui”». Il rapporto con un’agenzia di spettacolo, la conclusione del dottorato, nuovi incarichi nelle università, il gioco delle parti per calibrare l’entertainment con la professione accademica.

E il sogno di un romanzo che sta prendendo corpo a poco a poco. «Sarà dedicato alle tematiche dei diritti civili – annuncia Riccardo, che nella vastità del curriculum ha fatto rientrare la traduzione di un paio di libri di successo – Naturalmente lo sto scrivendo in cinese». I giorni che trascorre in vacanza a Piombino sono un tuffo nei ricordi. Ricordi belli e meno belli, ma che ha imparato a gestire. «Anche se mi trovo così lontano dalla mia città – dice – mi sento vicino a lei. Che però non ho mai sentito vicina a me». Gli anni del liceo non sono stati facili. «Ho sofferto molto – ricorda – Con quello che sono riuscito a realizzare, mi trovo nella condizione di poter solo ringraziare le persone che mi hanno fatto stare male e che, non volendo, mi hanno dato la forza per andare avanti. Tornassi indietro vorrei diventare loro amico: per conoscere il loro mondo e permettere loro di conoscere il mio». Nella turbolenza dell’età , riflette Riccardo, è facile trovarsi di fronte a situazioni difficili: «A chi dovesse ritrovarsi a vivere le mie stesse esperienze di bullismo verbale è di non lasciarsi travolgere dal momento. Che è solo un momento. Il mio motto è diventato “Be yourself, love yourself, always”, “Sii te stesso, ama te stesso, sempre”».

Motto che è anche il titolo di un video pubblicato su Internet. «E che la Cina, ovviamente, ha censurato!». Ma tornando su Piombino? «Mi piacerebbe fondare qui una sorta di centro con corsi di

civiltà, lingua e cultura cinese. Lo gestirei a distanza e potrebbe favorire anche l’integrazione dei molti cinesi che vivono qua, con corsi rivolti anche a loro. So che ci vogliono fondi e stanziamenti per tutto questo. Ma è un sogno che ho deciso di coltivare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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