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Cuperlo scalda il popolo dei democratici

Alla Festa 500 persone per l’anti-Renzi. Il deputato triestino cita Martin Luther King, e qualcuno si commuove

PIOMBINO. Gianni Cuperlo era l’uomo giusto per dare modo alla base storica del partito piombinese, quella diretta discendente del vecchio Pci e delle sue derivazioni, di ritrovarsi unita intorno a valori e ideali conosciuti e rassicuranti, dopo lo shock del ciclone Renzi alla Festa democratica.

Cuperlo, che contende a Matteo Renzi la segreteria del partito, si è confermato intellettuale colto e raffinato (come del resto lo aveva presentato il sindaco Gianni Anselmi), capace di scaldare la platea (500 persone circa) con parole in grado di andare dritte al cuore del popolo democratico: equità, giustizia, dignità.

E nel finale di un lungo intervento che ha spaziato dalle guerre nel mondo alla crisi del lavoro e dell’economia, citando il famoso discorso di Martin Luther King di 50 anni fa, e la capacità del leader di colore di disegnare il futuro con l’immaginazione, un sogno che ha portato fino all’elezione di Obama, ha davvero emozionato il pubblico. Non sono sfuggite le lacrime di Rossana Soffritti, di Silvia Velo (da sempre fiera sostenitrice di Cuperlo alla segreteria, così come Andrea Manciulli, anch’egli presente al comizio), la commozione di Giampaolo Pioli, di Enzo Polidori, seguite dagli abbracci tra vecchi militanti che si sono intimamente riconosciuti nelle parole di Cuperlo.

All’ultimo appuntamento della Festa oltre al segretario Valerio Fabiani che ha introdotto il comizio, presenti molti dirigenti del Pd, tra cui Matteo Tortolini. Ma c’era anche Martina Pietrelli, coordinatrice dei renziani. Prima di Cuperlo ha parlato Gianni Anselmi, che si è soffermato sull’esigenza del Pd «di impegnarsi anche sui temi dei diritti civili, e di mettere chiunque in condizione di esprimere il meglio di sé, questo è il senso della Sinistra. Appartengo a una generazione che per troppo tempo sulle questioni importanti ha sempre dovuto aspettare cosa diceva D’Alema, o Bersani, o chi per loro, ora è il tempo di dire cosa pensiamo noi».

Poi spazio a Cuperlo che ha citato Renzi solo a fine comizio, parlando con i giornalisti, per dire che anche lui chiede una data per il congresso: «Le primarie ci sono il 24 novembre, poi potrebbe essere una settimana di più o una di meno, ma il congresso si deve fare entro l’anno».

Altra battuta rivolta indirettamente a Renzi quella legata alla querelle sulla necessità di un leader: «Credo che per un partito un leader sia importante, personalmente so di non bucare il video, ma il vero problema è che da troppo tempo non buchiamo le coscienze».

Riguardo al Pd il deputato triestino ha spiegato di non volere «un partito più piccolo, più ortodosso e di sinistra, non saprei cosa farmene. Lo voglio più ampio, più aperto, più vivo, che mette al centro diritti e principi». Per Cuperlo «Letta sta operando con saggezza, e il governo ha fatto anche cose positive. Ma dobbiamo avere una nostra agenda su cosa deve fare l’esecutivo in questi mesi. E allora servono scelte nel segno dell’equità. Quindi il compromesso sull’Imu va migliorato, se uno ha un attico di 400 metri su piazza Navona, deve pagarla l’Imu. Poi è indispensabile modificare il patto di stabilità per dar fiato agli enti locali e pagare i debiti con le imprese, oltre a chiudere la vergogna

degli esodati, che hanno diritto a riavere non solo i loro soldi ma anche la loro dignità». Insomma, per Cuperlo «le riforme sono la carta d’identità del Pd, così come i diritti delle persone. Perché noi vinceremo se sapremo sfidare la destra sul piano dei valori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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