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“Mi chiamava Valerio”, film per ricordare Coppi

Sullo schermo la storia di Falsini, il mitico gregario del Campionissimo Le riprese effettuate sulle strade elbane dalla troupe diretta da Bonciani

MARCIANA. Le coste, le strade in salita e il mare dell’Elba fanno da degna cornice al film, le cui ultime riprese si stanno effettuando in questo periodo.

“Mi chiamava Valerio” è il lungo metraggio interamente dedicato a Valerio Falsini, lo storico gregario di Fausto Coppi. La regia è firmata da Patrizio Bonciani, con il contributo di Ara Solis, Fresnel Multimedia. Igor Biddau è il produttore esecutivo, mentre la sceneggiatura è stata curata da Maria Italia Lanzarini.

Gli attori fanno parte del gruppo teatrale della Pieve. A impersonare Falsini sarà Riccardo Sati. L’idea è venuta a un gruppo di valdarnesi che hanno voluto così rendere omaggio all’unico corridore toscano, che è stato alla corte del grande Fausto.

A 84 anni suonati, Valeriano è davvero la bandiera del ciclismo in Toscana, regione che da sempre è stata molto legato a questo sport.

Il ‘Pentolaio’ di Matassino, come era simpaticamente conosciuto in quanto, finita la carriera sportiva, aveva aiutato il padre nel negozio di pentole, conserva ancora gelosamente una bicicletta, che gli fu regalata proprio dal Campionissimo, e lui la tiene come una reliquia. Il trailer del film è stato presentato a Firenze alla Fortezza da Basso. L’intero film invece sarà pronto per essere proiettato prima del mondiale di ciclismo che si disputerà a Firenze.

Ma chi era Valeriano Falsini? Appena finita la secondo guerra mondiale si dedicò, giovanissimo al ciclismo; passista scalatore nel 1946 corse da allievo e l'anno successivo passò dilettante. In tre stagioni ottenne 19 vittorie di cui ben 11 nel 1949, la sua stagione migliore, che gli permise il passaggio ai professionisti nel 1950. E qui inizia il periodo più bello della sua carriera. Nel 1951 Zambrini lo ingaggiò per la Bianchi con Fausto Coppi capitano. Non otterrà vittorie nei 4 anni da professionista; poi, per problemi lombari sarà costretto a terminare l'attività a 25 anni. Estroverso e simpatico è stato l'unico corridore toscano alla corte del grande Coppi. La sua è la storia di un gregario rimasto sempre fedele, nonostante le disgrazie e nonostante tutti questi anni, al suo capitano. E fra le molte vittorie di Coppi c’è anche qualcosa di Valerio. Il ruolo di protagonista è stato invece affidato a Riccardo Sati. «Si tratta di una storia non positiva dal punto di

vista sportivo in quanto il Pentolaio è stato costretto a ritirarsi per una brutta artrosi – hanno detto i promotori dell’iniziativa - ma bella e toccante dal punto di vista umano».

(lu.ci.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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