ALLA CHIUSA

In cerca di residuati bellici

     PIOMBINO. Da oggi nell'area della "Chiusa", parte la caccia ai residuati bellici sottomarini risalenti alla seconda guerra mondiale, quando la città fu a lungo bombardata dai tedeschi.  Dodici i punti che saranno indagati dalla ditta Lucatelli di Trieste, che interverrà con due operatori subacquei e una barca a motore, per conto dell'Autorità portuale.  L'indagine servirà ad avere una mappa precisa dei possibili residuati bellici presenti in una zona che deve essere bonificata per intero, in quanto inclusa nel sito d'interesse nazionale: i sedimenti marini rimossi confluiranno in una vasca di colmata individuata all'interno dell'area portuale.  Intanto, a Pontedoro, su un fondale marino profondo non più di 8 metri, sono stati rinvenuti oggetti simili a bombe: l'area è stata subito interdetta sia alla navigazione che alle altre attività marittime, in modo da salvaguardare l'incolumità pubblica.  A segnalare la presenza di residuati bellici alla "Chiusa" sarà un traliccio magnetico, largo tre metri, con alle estremità due sonde subacquee, che verrà trascinato da un rimorchio a moto lento. Appena lo strumento individuerà una massa magnetica che si presume simile a una bomba, sarà posizionata una zavorra con gavitello, e s'immergerà un operatore subacqueo che avrà il compito d'indagare meglio l'oggetto segnalato.  Data la delicatezza delle operazioni, i lavori di ricerca delle bombe si svolgeranno condizioni meteo permettendo. E' necessario che il mare sia calmo e la visibilità ottima.  Nel caso in cui siano individuati i vecchi ordigni bellici, sarà data notizia immediata all'Ufficio circondariale marittimo, che a sua volta si occuperà d'organizzare l'intervento dei reparti subacquei speciali della Marina militare. Sul posto, i punti esatti dei fondali che accolgono queste bombe inesplose saranno segnalati da un gavitello con bandiera rossa.  Tutte le imbarcazioni che si troveranno nell'area della "Chiusa", dovranno prestare la massima attenzione alle operazioni svolte dalla ditta Lucatelli, attraverso due cime galleggianti lunghe un centinaio di metri, parallele tra loro.  Secondo l'ordinanza emessa dall'Ufficio circondariale marittimo, sarà necessario tenersi a una distanza minima di almeno 50 metri dalle attrezzature della Lucatelli, per evitare di provocare il moto ondoso che disturba le attività di ricerca delle bombe sottomarine. K.G.
    03 ottobre 2011

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