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Il servizio esiste già nel Cecinese. Melosi (Ordine dei veterinari): un’esperienza da estendere

«Un pronto soccorso per animali»

Un caso accaduto a Venturina ha procurato problemi a un medico

VENTURINA. È notte. I fanali dell'auto illuminano un gatto ferito sul ciglio della strada. I conducenti si fermano, lo raccolgono e chiamano il veterinario. Il dottore si alza dal letto, apre l'ambulatorio Animaleco di Venturina e salva l'animale. Finito l'intervento spiega ai soccorritori che il micio deve trovare un padrone; non può rimanere più di qualche giorno nell'ambulatorio. Il giorno dopo, Venturina è tappezzata di immagini dell'animale in cerca d'adozione. Tutto bene, se non fosse che nei volantini è riportata una frase del tipo: «Se questo micio non trova un padrone il veterinario (con tanto di nome e indirizzo dell'ambulatorio, ndr) lo sopprimerà».  In pratica il dottore viene accusato di voler far fuori il gatto. Intanto, allo studio arrivano telefonate di disappunto, e si presenta anche un turista per manifestare il suo disgusto.  «Questo episodio - spiega Marco Melosi, presidente dell'Ordine dei medici veterinari della provincia di Livorno - è sintomatico di una disinformazione diffusa: molti infatti non sanno che la legge non consente di sopprimere gli animali randagi. Approfitto però dell'accaduto per invitare le amministrazioni a riflettere. Soprattutto quelle della Val di Cornia, dell'Elba e di Livorno. La legge prevede che gli animali vaganti sul territorio sono responsabilità del sindaco, pertanto sono le amministrazioni, in collaborazione con le Asl, che dovrebbero curarsi di recuperarli. Ma purtroppo, spesso, recupero e cure sono prese in carico dai cittadini, in mancanza di un'organizzazione che possa occuparsene. Oppure non è reperibile chi deve recuperare gli animali, a volte c'è chi recupera ma non c'è chi può curarli».  Nella nostra provincia solo chi vive in Bassa Val di Cecina può contare sul pronto soccorso per gli animali 24 ore su 24 ore. Questo grazie a una convenzione da 28mila euro l'anno (da dividere per 10 Comuni) che risolve il problema. Chiunque trovi un cane o un gatto ferito può chiamare il centralino dell'ospedale di Cecina. Una convenzione è stata stipulata con un'associazione (la cooperativa Nuovo Futuro) che si occupa del recupero. I liberi professionisti presenti sul territorio rispondono a turno alle chiamate durante la notte ed i festivi, quando l'Asl non può provvedere. I turni sono retribuiti dalle amministrazioni.   «Questo metodo non solo funziona - prosegue il dottor Marco Melosi - ma funziona a tal punto che la convenzione viene rinnovata con piacere dai Comuni ogni anno. Come presidente dell'Ordine dei medici veterinari di Livorno, mi sento di consigliare le amministrazioni di Livorno, Val di Cornia e isola d'Elba a considerare questa strada percorribile, anzi preferibile».

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