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Un gruppo di 25 persone firma l’invito ad un’ampia riflessione: «Inutile un partitino della sinistra»

I delusi di Sel pronti al ritorno nel Pd

Il portavoce provinciale Ghilarducci: «Campagna acquisti stile Berlusconi»

 PIOMBINO. Un gruppo di persone vicine al correntone Ds prima, a Sinistra democratica dopo e a Sel adesso, pronto a confluire nel Pd. Inizialmente in forma anonima, poi con 25 firme in calce, ha iniziato a circolare un documento in cui si sollecita «un'ampia riflessione».  Contemporaneamente ci si interroga sulla presenza delle condizioni minime per aderire ai Democratici.  A chiederselo, con una domanda che dà l'idea di avere già una risposta pronta e affermativa, sono Nivio Barsotti, Gabriele Campinoti, Franco Carmignani, Giorgio Cascione, Daria Cazzuola, Leonardo Chierchi, Walter Cipollini, Danilo Corbo, Livia De Montis, Sergio Fantin, Ernesto Fedi, Walter Gemelli, Andrea Gianfaldoni, Luciano Giannini, Mario Giannullo, Gianfranco Gilardetti, Salvatore Insalaco, Raffaele Mezzacapo, Stelio Montomoli, Gianpaolo Nesi, Giovanni Piazza, Franco Ragnini, Romolo Ricci, Enzo Scalabrini e Piero Tagliani.  Piombino, Elba, Val di Cornia: è questa la dimensione territoriale dei firmatari, nessuno dei quali, nel 2010, risulta iscritto a Sel.  Secondo il portavoce provinciale di Sel, Andrea Ghilarducci, sarebbero Montomoli e Giannullo a tirare le fila di quella che definisce «Una campagna acquisti stile Berlusconi».  Campagna scandita anche da contatti con alcuni amministratori pubblici dello stesso orientamento politico. Come il sindaco di Rio nell'Elba, Danilo Alessi. Che finora non ha aderito.  Nel documento dei 25 si sottolineano le vicende del Pd, «lo stillicidio dei suoi abbandoni anche da chi ne aveva caldamente sostenuto la nascita, le incertezze a perseguire una forte opposizione di governo sottraendosi a demagogia e populismo, l'insufficienza dei suoi risultati elettorali». Tutti elementi che, secondo i firmatari, confermerebbero la giustezza della battaglia sostenuta per impedire lo scioglimento dei Ds.  A questo, nella loro teoria, farebbe da contrappeso «il fallimento del tentativo di costruire un soggetto di sinistra a due cifre, capace di interloquire e condizionare positivamente il Pd e un nuovo centrosinistra. Non nutriamo alcuna fiducia - afferma il gruppo - nella nascita di un ennesimo partitino di sinistra».  L'interesse verso l'apertura di Bersani ad un nuovo Ulivo e «la critica senza se e senza ma alle suggestioni liberiste» sono due dei passaggi che completano il documento. Insieme al concetto di un partito-cantiere contrapposto «ad un partito inteso come gruppi elettorali dormienti che si scuotono solo al momento del voto».  Un vecchio modo di far politica legato ai personalismi e ai giochi di potere. Il giudizio è di Ilio Benifei, coordinatore a Piombino di Sinistra ecologia e libertà. Che tende a distinguere tra i promotori e le persone che si sono aggiunte in corso d'opera, alcune delle quali avrebbero già ripensato la loro decisione.  «Strano - prosegue Benefei - definirsi persone di sinistra per poi affermare di non aver fiducia nella nascita di una formazione di sinistra. Soprattutto ora. Con i consensi che stanno ottenendo Vendola e la sua proposta. Una proposta che unisce ben oltre Sinistra ecologia e libertà. Perchè esprime chiaramente da che parte stiamo. Non tutto e tutti sono sullo stesso piano, quando si parla di diritti, di bioetica, di lavoro, di ambiente».

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