di Valentina Landucci
MARCIANA MARINA. Un'occasione unica per trasformarsi in cacciatori
di tesori sommersi. Niente a che fare con le visite guidate tra le
teche di un museo, emozionanti ma lontane anni luce dal luogo dove
sono stati trovati. Piuttosto un'esperienza diretta, un tuffo nel
passato, in senso letterale, per scoprire qualcosa che per quasi
due millenni è rimasto nascosto sotto la sabbia a sessantacinque
metri di profondità. A partire da maggio Marciana Marina diventerà
una delle capitali del turismo subacqueo per gli appassionati di
archeologia. E forse non solo per loro. Perché il relitto del
Nasuto, un'imbarcazione romana probabilmente diretta in Gallia con
un ricco carico conservato in grossi dolia di terracotta, sarà
visitabile "in situ", cioè esattamente dove la nave si adagiò, a
poca distanza dalle coste dell'isola d'Elba, dopo il naufragio. Uno
spettacolo indubbiamente suggestivo, fino a poco tempo fa riservato
a pochi eletti: gli esperti sommozzatori dell'Explorer Team Chimera
di Portoferraio che insieme alla Sovrintendenza e con l'ausilio
dell'Elba Diving Center nel settembre del 2009 hanno realizzato
unna campagna di scavo sul relitto facendo riaffiorare le grandi
bocche dei dolia e riportando in superficie alcuni dei preziosi
reperti dell'antica nave. Proprio all'Elba Dinving Center la
Sovintendenza ha dato la possibilità di accompagnare i turisti
appassionati di immersioni a visitare il relitto. E forse si tratta
di uno dei pochi casi in cui comuni cittadini, accompagnati da
esperti, potranno avvicinarsi a un reperto così prezioso sul quale
sono in corso ancora approfonditi studi per comprendere la
provenienza e la destinazione della nave, nonché il contenuto dei
dolia romani. «Si tratta indubbiamente di una straordinaria
occasione per valorizzare il relitto - spiega il sindaco di
Marciana Marina, Andrea Ciumei - e siamo soddisfatti che la
Sovrintendenza ci abbia dato questa opportunità». L'Elba Diving
Center, che già ha il compito di effettuare attività di
guardianaggio sul relitto, per evitare che i reperti siano preda di
qualche pirata del mare, posizionerà nell'area del relitto quattro
boe all'interno delle quali verrà sistemata l'imbarcazione che
accompagnerà i turisti durante le immersioni. Un viaggio nel blu
reso ancora più interessante dai tanti quesiti che riguardano
l'antica nave romana, uno dei pochi esempi di imbarcazione per il
trasporto dei dolia rinvenuta nel Mediterraneo, ma sopratutto uno
dei pochissimi in cui i grossi contenitori in terracotta usati per
il trasporto di vino, olio e alimenti si presentano intatti e in
formazione. I primi turisti sommozzatori incuriositi dalla
possibilità di visitare da vicino un relitto così prezioso si sono
già fatti avanti. Un gruppo di appassionati affronterà l'immersione
i primi giorni di maggio per vivere, e su questo non c'è dubbio,
un'esperienza indimenticabile.
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RISERVATA
25 aprile 2010
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