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IL CASO

Ossa umane trovate sulla spiaggia

Il mare prende, il mare

rende. Capita spesso. È successo di nuovo. È successo ieri mattina sulla spiaggia di Carliappiano, dove un piombinese stava passeggiando in riva al mare, sotto il sole che scaldava l'aria. Guardava per terra, scrutava la battigia. Quando tra quei ciottoli e quei gusci ha visto un mucchietto di ossa
PIOMBINO. Il mare prende, il mare rende. Capita spesso. È successo di nuovo. È successo ieri mattina sulla spiaggia di Carliappiano, dove un piombinese stava passeggiando in riva al mare, sotto il sole che scaldava l'aria. Guardava per terra, scrutava la battigia, probabilmente rapito dalle conchiglie portate dalla mareggiata dei giorni scorsi. Quando tra quei ciottoli e quei gusci ha visto un mucchietto di ossa. Ossa umane. L'uomo ha chiamato subito i carabinieri che hanno rimosso quel che restava di chi il mare ha preso e non ha più restituito. Fino a ieri mattina. Impossibile stabilire da quanti anni quelle ossa vagassero nel mare che bagna la costa est. impossibile fare ipotesi. La mente comunque è corsa subito all'ultimo disperso che il mare di Piombino, quell'acqua che mischia le carte e le correnti del Mar Ligure e del Mar Tirreno, ancora oggi non ha reso alla sua famiglia. Si tratta di Massimiliano Tognoni, 39 anni di Donoratico. La sua barca era finita contro gli scogli a Punta Semaforo, poco distante dal porto e dal centro della città. Il suo corpo, quasi un anno fa, è stato cercato a lungo. Ricerche senza esito. E nell'ultimo anno, troppe volte si sono riaccese le speranze della sua famiglia, che lo ha fatto cercare ovunque. Da Punta Semaforo a Carlappiano le miglia da percorrere non sono tante. E spesso, allora, quando del corpo del pescatore si era persa ogni traccia, una delle speranze era proprio quella di ritrovarlo sulla costa est.

Secondo gli investigatori però,è difficile che quelle ossa appartengano al pescatore piombinese che viveva con la famiglia a Donoratico. Ad una prima analisi infatti, secondo gli inquirenti, sarebbero molto più vecchie. Troppo levigate dal mare. Quei frammenti, quei pezzetti di ossa che ieri mattina erano adagiati sulla battigia della spiaggia di Carlappiano sono a disposizione della procura di Livorno.

Il magistrato di turno Carla Bianco darà l'incarico al medico legale che nei prossimi giorni potrà eseguire l'esame del dna per capire se quelle ossa appartengono a qualcuno che negli ultimi anni il mare di Piombino ha preso e che soltanto ieri ha deciso di restituire.

Ieri sulla spiaggia di Carlappiano i militari
hanno cercato altre tracce. Altri frammenti. Ma hanno trovato soltanto quelli indicati da un uomo che aveva deciso di fare una passeggiata. E che invece ha scoperto quei resti. Resti che potrebbero svelare la storia di un uomo o di una donna che qualcuno, da qualche parte, sta ancora cercando.

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