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Si scopre un ex Beatle diverso dal pacifista conosciuto all’epoca

I diari di John Lennon tradotti da Palmieri

 PIOMBINO. Alla sua prima uscita, nel 2000 era stato un bestseller tradotto in tutto il mondo. Adesso arriva anche in italiano e il merito è tutto di un piombinese, Paolo Palmieri, di professione traduttore.  Il titolo: «Nowhere Man. The Final Day of John Lennon», cioè «Gli ultimi giorni di John Lennon» (Coniglio Editore, euro 15). «Un atto d'amore nei confronti di un musicista che mi ha sempre appassionato - spiega Palmieri - Per anni ho sognato di andare a New York per incontrarlo: poi lui è morto e il mio è rimasto solo un desiderio. Quando dal 1994 al 2002 ho vissuto a Londra, ho conosciuto molte cose in più su di lui. Tra cui, appunto, questo libro dalla storia così particolare». Il volume, sottolinea Palmieri, era nato da dei diari che lo stesso Lennon, a metà anni Settanta, aveva cominciato ad affidare a un attendente affinché alla sua morte li consegnasse al figlio primogenito Julian. Quello che l'ex Beatle non sapeva era che già da allora, questo intermediario, aveva preso contatti con lo scrittore Robert Rosen per il progetto di un libro. La morte prematura di Lennon cambiò le carte in tavola e prima che l'opera vedesse la luce ci vollero poco meno di vent'anni.  Pagine dalle quali emerge un'immagine diversa dal pacifista ritratto dalla pubblicistica di quegli anni: «Un Lennon schiacciato da se stesso - dice Palmieri - prigioniero di mille retaggi degli
anni Sessanta e di altrettante ossessioni. Pieno di livore per Paul McCartney e oppresso dal vuoto lasciato dai tanti lutti attorno a lui. Ma che sarebbe stato capace di offrire un ultimo grande slancio con l'album "Double Fantasy", pubblicato poche settimane prima della morte».  Già in libreria.

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