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giovedì 18.03.2010 ore 12.30
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Le famose false teste di Modigliani che nell'estate del 1984 fecero tremare il mondo dell'arte. Chiuse nei magazzini comunali della città, quando furono esposte nel 2004 durante una manifestazione cittadina furono un'attrazione per più di 40mila persone. Oggi, a 25 anni dalla grande Beffa che fece conoscere il nome di Livorno in tutto il mondo, c'è chi vorrebbe fossero esposte al pubblico. Nonostante il giallo dell'84 sia ancora pieno zeppo di misteri, e custodite in una banca di Livorno giacciano come "patate bollenti" altre tre sculture che nessuno ha mai voluto prendere in considerazione dopo la famosa burla, dai risvolti anche tragici. "Quelle sì che sono vere", giurano

1909-2009: Il mistero infinito delle teste di Modì

Dalla leggenda del 1909 al ritrovamento nel caveau di una banca di Livorno delle ultime teste. Sono passati 25 anni da quando la burla del secolo fece il giro del mondo. Nella vicenda dei falsi Modì, non c'è solo lo sberleffo: esistono tanti misteri irrisolti, colpe mai accertate e prescritte, lettere anonime, sculture che si giura siano autentiche, tenute al buio perché dopo lo scotto neanche lo Stato italiano si pronuncia. E c'è la morte della figlia di Mogliani nei giorni della surreale estate dell'84. Livorno e Modì, un amore rinnegato e un giallo senza fine. Per qualcuno si tratta di un'occasione - RACCONTO L'ombra di Modì  LEGGI In città le teste scomparse | Le teste in magazzino | Tutti i retroscena dell'indagine SONDAGGIO Le teste vanno esposte?
[21 agosto 2009]

Porto, la furia operaia sotto le finestre del vertice

Ritiro sia della sfiducia all’amministratore delegato Martini che del licenziamento di Monica Bellandi. Una tregua armata, proposta da istituzioni, sindacati e categorie per rintuzzare la crisi al Terminal Darsena Toscana. Una mediazione alla quale uno dei due soci del Tdt, la Compagnia, ha già detto sì. Ma il futuro è ancora incerto. Ieri cento lavoratori hanno manifestato davanti all’Autorità portuale. Ecco le immagini dell'assedio al vertice e del confronto in strada con i vertici del porto (fotoservizio di Laura Lezza - riproduzione riservata) - L'articolo di Cristiano Meoni
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Il futuro è nel polpo: bio-ingegneri a confronto

Macché triglie o cacciucco, la repubblica culinaria livornese è fondata sul polpo. Manco a dirlo, le ricette della tradizione ingiungono di prepararlo nei modi più atroci: sbattuto vivo sul marmo, eccetera. Chissà che choc ritrovarselo adesso protagonista di studi high tech come uno degli animali più intelligenti, alla pari (se non meglio) di cani e gatti. Al punto da vederlo sotto i riflettori del gran conclave che richiama in questi giorni a Livorno il fior fiore degli scienziati che si occupano di "embody intelligence". È un'idea che nasce dalla scoperta che animali come il polpo hanno una sorta di "cervello federalista": non concentrato tutto nella testa bensì sparpagliato nei tentacoli. Praticamente una "intelligenza diffusa nel corpo". (Foto Alberto Vincenzoni/Pentafoto). LEGGI L'articolo di Mauro Zucchelli IL CONVEGNO 3 giorni di studio
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I Monelli del gol, le immagini dei campionatigiovanissimi, allievi ed esordienti

Continua il viaggio nel calcio giovanile livornese. Ecco nuove immagini di squadre e camioncini che prendono parte ai tornei di categoria (Foto Pentafoto)
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La protesta dei portuali trasforma la Darsena in un "deserto"

La protesta dei portuali stamani si è spinta dove non arrivava da oltre vent'anni. Il terminal TDT è stato bloccato. I lavoratori in piena autonomia hanno deciso di manifestare così contro quel modello che oggi vedono attaccare. Braccia incrociate, uffici vuoti, banchine deserte. Quelle banchine solitamente piene di portuali ad ogni ora del giorno da stamani sono completamente vuote. Non un lavoratore, non una macchina in movimento. Solo le altissime gru gialle paceco con i loro bracci alzati davanti alle navi ferme in Darsena Toscana (Foto Laura Lezza - Riproduzione riservata)
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Elisa Casa - Lo showreel

Il "portafoglio" video di Elisa Casa, la giovane attrice Faccia da Star della settimana (video da Youtube). L'intervista di Danilo Fastelli
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Elisa Casa e il sogno del cinema

Quando le comunichiamo che i lettori hanno scelto proprio la sua faccia, Elisa è nel bel mezzo di un trasloco: ha appena appoggiato gli scatoloni nella nuova stanza a Roma, in un appartamento a due passi da Cinecittà, per essere più vicina almeno fisicamente alla realizzazione dei suoi sogni. È una delle migliaia di giovani toscani che si trasferiscono in una grande città per inseguire la fortuna. L'intervista di Danilo Fastelli
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Greenpeace accusa: "Attivisti rimossi brutalmente"

Una polemica nella protesta. Due dei tre attivisti di Greenpeace arrampicati sulla gru della nave Far Samson sono stati rimossi - secondo quanto denuncia l'associazione ambientalista - "in modo brutale e rischioso". Durante la protesta di Greenpeace contro la costruzione del rigassificatore offshore a largo di Livorno e all’interno del Santuario dei Cetacei sono intervenuti la Digos e la Guardia costiera. "Mentre era in corso l’azione - scrive Greenpeace - e i tre attivisti erano in totale sicurezza, la gru è stata abbassata in maniera pericolosa per consentire agli agenti della Digos di raggiungere gli attivisti. Questi esponevano alcuni striscioni con scritte come: Fine del Santuario e Ministro salva il Santuario. La Polizia aveva precedentemente assicurato agli attivisti di Greenpeace due ore di tempo come finestra per contattare il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, per richiedere un incontro. Ma soltanto mezz’ora dopo i poliziotti hanno fatto la rimozione coatta". Gli attivisti sono stati identificati: si tratta di un curdo di nazionalità turca, un'italobrasiliana e un giovane di Udine
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Greenpeace contro l'offshore, il video

Rainbow Warrior in azione azione sulla nave Far Samson, che sta lavorando alla costruzione del rigassificatore offshore nel Santuario dei Cetacei. Gli attivisti chiedono un incontro urgente con il ministro Prestigiacomo (video da Greenpeace.it)
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Blitz di Greenpeace contro il rigassificatore: "Balene finite"

Livorno - Tre gommoni di Greenpeace, partiti dalla nave ammiraglia Rainbow Warrior, che si trova al largo di Livorno, si sono avvicinati alla nave Far Samson, che sta lavorando alla costruzione del rigassificatore offshore. Alcuni attivisti sono saliti sulla gru esponendo striscioni con scritte come: “Fine del Santuario” e “Ministro salva il Santuario”, riferendosi al Santuario dei cetacei Pelagos (Italia, Francia, Monaco). Contemporaneamente altri attivisti, dai gommoni, hanno scritto sulla fiancata della nave “Balene finite”. Greenpeace ha chiesto un incontro urgente con il Ministro Prestigiacomo. Gli attivisti resteranno sulle gru in attesa della risposta. "Il Santuario dei Cetacei sembra ormai condannato - scrive Greenpeace - ed è proprio il governo italiano il principale responsabile del suo collasso. Proprio in queste settimane sono iniziati i lavori per il rigassificatore offshore di Livorno/Pisa che sarà la prima Area marina industriale collocata proprio all’interno della zona tutelata dall'accordo sul Santuario"
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Studenti sciamani a cento giorni dagli esami

Riti antichi, aggiornati con fantasia e qualche furbata. Scrivere sulla sabbia il voto che si desidera, più 10. E aspettare che l’acqua porti via tutto, come se prendesse la cifra e la mettesse in uno scrigno. Oppure fare una cosa per 100 volte: i più onesti scattano 100 foto, altri puntano alle 100 palpate di sedere. Uno scongiuro con cui il voto dell’esame di maturità c’entra poco. Ma l’importante, come si dice in questi casi, è evocare la buona sorte (Foto Paglianti). L'articolo di Matteo Tuccini

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