"Mio figlio morto in carcere, dopo sei anni nessuna verità"
Marcello Lonzi, 29 anni, muore nel carcere delle Sughere l’11 luglio del 2003, secondo l’autopsia tra le 19,50 e le 20,14. Era stato arrestato per tentato furto. Il suo corpo venne ritrovato riverso sul pavimento tra la cella - la numero 21, sesta sezione, padiglione “D” - e il corridoio. La sua testa ostruiva la chiusura della porta. La scena presentava sangue ovunque. Sul suo corpo vennero rinvenute diverse ferite, al torace, al volto e alla fronte. La morte venne attribuita a un infarto per aritmia: “cause naturali”. Le ferite furono considerate come una conseguenza della caduta e dei tentativi di rianimazione. Il caso fu archiviato nel 2004 e riaperto due anni dopo grazie alla determinazione della madre, Maria Ciuffi, convinta che suo figlio sia morto dopo essere stato pestato. In questa intervista ricostruisce sei anni di battaglie giudiziarie per la verità. Spiega le ragioni della sua lettera al ministro Alfano. E tenta di rispondere alla domanda più difficile: che cosa successe quella notte nella cella numero 21?
L'articolo di Danilo Fastelli DOCUMENTI LA LETTERA AL MINISTRO[3 novembre 2009]