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Urlo dei Venti, Roi de Paris

Bellei e Simonelli raccontano la bella vittoria al Prix de Luxembourg. Ma i prossimi impegni saranno in Italia

MONTECATINI. “Penso di aver guidato bene”. Così Enrico Bellei a distanza di qualche giorno racconta la sua vittoria a Parigi con Urlo dei Venti nel prestigioso Prix de Luxembourg. Una grandissima vittoria di questo cavallo che avevamo ammirato al Sesana sul finire di agosto nel Gran Premio Nello Bellei.

Stefano Simonelli è l’allevatore-proprietario di questo trottatore di cinque anni che ha già un conto in banca di mezzo milione di euro. Così si esprime sul suo campioncino: “Urlo a Parigi ha dimostrato di essere cresciuto molto sul piano mentale. Ha lottato fino in fondo, mettendo in campo la voglia di vincere e confermato i buoni lavori fatti a casa”.

E quando Simonelli dice casa vuol dire che Urlo dei Venti si allena nell’allevamento in zona San Giuliano Terme che ha anche una pista di allenamento. Quello sui 2100 metri del Prix de Luxembourg, al record della corsa di 1.10.6, è un grande successo che ribadisce la qualità dell’allevamento nazionale. Bellei ha fatto un capolavoro con quel recupero in avvicinamento graduale dalla dritta di fronte alla piegata.

“Urlo dei Venti – spiega Bellei - è un passista veloce, mentre la francese che avevamo davanti, Une Serenade, è una scattista. Ne abbiamo preso la scia e siamo riusciti a batterla sul palo”. Già, una narice, distacco minimo che ha fatto sventolare il biancorossoeverde nella Ville Lumière come ai tempi di Ribot (1955 e 1956) e di Varenne (2001 e 2002).

Simonelli sottolinea che stavolta ha vinto un cavallo italiano, ma interamente italiano, per nascita, proprietario, allenatore, guidatore e genealogia. “E’ un figlio di Mago d’Amore – prosegue l’allevatore - un cavallo che quando correva devolveva una parte dei suoi guadagni sugli ippodromi ai bambini indiani bisognosi d’aiuto”.

Chiediamo quale possa essere il programma del cavallo in questo 2018. E’ Bellei che risponde: “Ho consigliato a Simonelli di evitare di correre il Prix de France. Io l’ho disputata ed è una gara durissima, dove i cavalli sviluppano parziali violenti. Siamo appena ad inizio stagione e non è il caso di dare al cavallo un impegno duro”.

Simonelli concorda e apre al programma italiano: “Studieremo appena sarà pubblicato il calendario il programma dei gran premi italiani. In Francia magari torneremo il prossimo anno quando il cavallo sarà maturo per alzare ancora l’asticella”. Dunque, gli appassionati italiani avranno la possibilità di ammirare questo trottatore solido, determinato ad esprimere sul palcoscenico tutta la sua voglia di trottare. Un cavallo che ha la sua distanza ideale sui 2100 metri ma che se si sveltisse nel partire potrebbe anche dire la sua nelle corse sul miglio.

In maggio c’è il Lotteria a Napoli e il sogno è di averlo anche al Sesana per il Città di Montecatini. Non finire mai di stupirci, caro Urlo che corri forte come il vento.

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