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Nasce lo Sporting Club 1949

Battesimo in una sede storica per la società che riparte dalla C

 MONTECATINI. Il vecchio stendardo con la scritta Sporting Club, quello che Raoul Bellandi custodiva come un pezzo di cuore, pende dal canestro nella palestra della scuola Pascoli.  C'è anche una foto in bianco e nero, con la squadra di tanti anni fa, allenata dal giovane Cacco Benvenuti: basket termale prima di Boni e Niccolai. Dietro al tavolo, piazzato in zona 3 secondi, Andrea Niccolai e il sindaco Giuseppe Bellandi battezzano la società che prende in carico una tradizione di oltre 60 anni. Non a caso si chiama Sporting Club 1949, l'anno di nascita della pallacanestro cittadina. Il logo è montato su due pannelli, accanto ai marchi dello Sporting Club Lab, che gioca in D, e di As Rossoblù, il settore giovanile.  Storia e futuro. «Abbiamo scelto questa palestra - spiega Niccolai - come luogo simbolo. Ricominceremo, appena la Fip ci darà l'ok definitivo, dalla C Dilettanti, il campionato ideale per fare le cose bene e dare spazio ai giovani di As Rossoblù. Vorrei che fosse un'avventura condivisa con la città, invito Bellandi e un rappresentante delle terme a diventare soci. Vogliamo crescere passo dopo passo. Dobbiamo essere modesti, ma Montecatini sa fare bene, il sogno è quello di tornare dove eravamo: in serie A».  Risorse. Niccolai spiega: «Penso di avere le qualità per fare da collettore delle risorse economiche e umane della città. Voglio attingere all'insegnamento di Raoul Bellandi, al suo modo geniale di tenere unite le varie forze per il bene del basket. In questi mesi mi sono confrontato con tante persone: Gino Natali, Andrea Luchi, Sandro Belloni, Massimo Masini, Ezio Tonfoni, Mario Boni, Bruno Ialuna e altri, e vorrei ringraziarli per l'attenzione e i consigli».  Gioia e amarezza. Il sindaco Bellandi riempie i due piatti della bilancia: «Sono contento di essere qui - spiega - anche se c'è amarezza per le decisioni pesanti arrivate dopo anni di difficoltà. Il bicchiere del basket però deve essere visto mezzo pieno. Galligani e l'Agricola Gloria hanno dato moltissimo, ma evidentemente i costi erano diventati insostenibili».  Il ruolo del Comune. «Bisogna distinguere il tifoso dal sindaco. Il Comune non può assumersi rischi d'impresa e non può fare lo sponsor, ma può dare una mano con gli impianti». Si troverà un accordo per il campo di gioco? Non è una domanda campata in aria, perché il Palaterme è costoso, tanto che RB è stata sfrattata e la società femminile medita l'addio alla B1 per la spesa eccessiva: «Per gli impianti sportivi spendiamo un milione e 300mila euro l'anno, una cifra importante, ma quando Andrea mi ha dato il documento per la disponibilità da inviare alla Fip l'ho firmato in pochi secondi.
Troveremo la strada, non vogliamo che il Palaterme resti una cattedrale nel deserto, vedremo di contenere i costi per la città e di andare incontro alla pallacanestro. La città però dovrà rispondere: questa di Andrea è una cosa ben fatta. Non è la serie A, ma in campo ci sarà sempre Montecatini».

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