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Sciopero all’Alival:  in ansia tredici operai
ponte buggianese 

Sciopero all’Alival: in ansia tredici operai

L’azienda ha deciso di affittare il ramo d’azienda che riguarda magazzino e logistica senza informare i dipendenti

P. BUGGIANESE. Sciopero allo stabilimento Alival di Ponte Buggianese. Ieri otto ore di astensione dal lavoro per tutti i dipendenti della nota industria lattiero-casearia, che ne conta in totale 317 (comprese le altre sedi tra Toscana, Emilia Romagna, Calabria e Campania). Una trentina di loro erano tra l'altro in presidio di prima mattina davanti ai cancelli nella frazione di Albinatico. Lo stato di agitazione è conseguenza della comunicazione arrivata la scorsa settimana (mercoledì 5 settembre), «dalla sera alla mattina, senza nessun incontro o trattativa», come sottolinea Marco D'Alessandro della Rsu aziendale, dell'affitto del ramo di azienda che riguarda il magazzino e la logistica e i suoi 13 lavoratori. L'operazione sarà effettiva il primo ottobre (la legge dà 25 giorni di tempo per arrivare all'esternalizzazione): da quel giorno la società lombarda Flexilog (con interessi anche in Veneto ed Emilia Romagna) si occuperà del reparto. «Per noi ci saranno modifiche al contratto (da industria alimentare a settore terziario, ndr), ai turni orari, allo stipendio (nella comunicazione di una settimana fa si parlava di “armonizzazione della retribuzione mensile”, ndr) e avremo un nuovo datore di lavoro – aggiunge D'Alessandro – io e i miei colleghi, che abbiamo dai 15 ai 25 anni di anzianità di servizio, siamo stati messi di fronte al fatto compiuto. Alival ha avuto un comportamento scorretto e non ha tutelato i nostri diritti, e poi abbiamo poche garanzie sulla reale solidità di Flexilog».

Niente ad oggi fa pensare a licenziamenti o avvio di messa in mobilità. Ma la preoccupazione e i dubbi restano, e la cautela è d'obbligo. Da qui lo stato di agitazione che coinvolge tutte le maestranze dirette e ieri ha bloccato la produzione delle mozzarelle di bufala. «Martedì abbiamo convocato l'assemblea con i lavoratori e deciso di proclamare lo sciopero – spiega Francesco Baccanelli, segretario provinciale della Flai Cgil – c'è stata una votazione all'unanimità contro questa decisione. Non escludiamo ulteriori forme di protesta». Nel verbale dell'assemblea sindacale, i lavoratori di Alival Spa «chiedono con forza che i 13 compagni di lavoro coinvolti nella procedura, lavoratori da lungo tempo in azienda, siano reimpiegati in Alival e non esternalizzati». La prossima settimana sulla vicenda se ne saprà di più: lunedì è infatti in programma un incontro tra Rsu interna, sindacati, Confindustria Toscana Nord e i vertici dell'azienda, di proprietà dal 2013 del gruppo Nuova Castelli di Reggio Emilia e terza in Italia nel settore dopo Galbani e Granarolo. I manager spiegano la procedura avviata

per «razionalizzare e ottimizzare l'attività imprenditoriale, con magazzino e logistica che potranno acquisire maggiore remuneratività e professionalità, ampliando su più settori e prodotti l'attività». Ma vallo a dire a tredici famiglie che ora vivono nell'incertezza. —
 

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