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Lesioni e minacce: obbligo di firma per un consigliere comunale di Montecatini

Andrea Quaranta, capogruppo di Forza Italia, indagato assieme a un conoscente per un pestaggio davanti al bar. 
*L'avvocato: misura eccessiva

MONTECATINI. I reati che gli vengono contestati dalla procura della Repubblica sono quelli di minaccia e di lesioni personali aggravate dalla premeditazione in concorso. Per i quali, sabato 1 settembre, il gip del tribunale ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di firma una volta al giorno in commissariato. Destinatario del provvedimento Andrea Quaranta, 41 anni, persona molto conosciuta in città per essere gestore di un bar famoso ed anche consigliere comunale di F ...

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MONTECATINI. I reati che gli vengono contestati dalla procura della Repubblica sono quelli di minaccia e di lesioni personali aggravate dalla premeditazione in concorso. Per i quali, sabato 1 settembre, il gip del tribunale ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di firma una volta al giorno in commissariato. Destinatario del provvedimento Andrea Quaranta, 41 anni, persona molto conosciuta in città per essere gestore di un bar famoso ed anche consigliere comunale di Forza Italia, eletto pure come capogruppo dai suoi colleghi di partito.

Ad essere indagato insieme a lui, un suo parente acquisito, Alessandro Benigni, 52 anni, di Buggiano, ritenuto dagli investigatori l’autore materiale dell’aggressione a suon di pugni nei confronti di Alfonso Mauriello avvenuta perché quest’ultimo aveva malmenato, un paio d’ore prima, durante un litigio in famiglia, il figlio 19enne della propria compagna, nonché nipote del Quaranta. Secondo il pm Claudio Curreli – che per ricostruire i fatti si è servito degli investigatori del commissariato di Montecatini – quella messa in atto nella tarda mattinata del 19 maggio, davanti al bar “Granduca” di corso Matteotti, sarebbe stata una punizione organizzata dal consigliere comunale. E anche secondo il giudice delle indagini preliminari, Luca Gaspari, che ha disposto la misura cautelare – una sorta di ammonimento e di strumento di controllo – per prevenire il rischio della reiterazione del reato.



Come detto, la presunta aggressione risale al maggio scorso. La violenza discussione fra Mauriello e il figlio della sua compagna (che non voleva aiutare la nonna ad apparecchiare) era avvenuta in casa, a Pieve a Nievole, poco prima dell’ora di pranzo. Era volato qualche pugno e qualche spintone, poi il ragazzo aveva chiamato in soccorso lo zio, Andrea Quaranta, che era subito andato a prenderlo nella sua abitazione. “Ti amazzo, ti gonfio, ti faccio vedere io... Hai messo le mani addosso al bimbo, vieni al bar...” aveva urlato, secondo i riscontri degli investigatori, quest’ultimo a Mauriello, per poi allontanarsi. Minacce ripetute poco dopo per telefono. A quel punto, Mauriello aveva deciso di andare al bar gestito dalla famiglia Quaranta per un chiarimento. Cosa che, secondo gli inquirenti, era proprio ciò che voleva Andrea. Che avrebbe chiamato Benigni affinché lo aiutasse a dare una lezione al compagno della ex cognata.

Come confermerebbero anche le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza della gioielleria che si trova davanti al bar, Quaranta avrebbe fatto la telefonata all’amico mentre osservava Mauriello parcheggiare. E mentre i due iniziavano a discutere, Benigni si era avvicinato a passo spedito per poi iniziare a prenderlo a pugni in faccia, facendolo indietreggiare fino dall’altra parte della strada, sempre seguito passo passo dal Quaranta. Impassibile, come se lo spalleggiasse, sostiene la procura.

A un certo punto l’aggressione era finita e i due erano tornati verso il bar. E mentre Quaranta gli avrebbe gridato “vai via che queste sono la metà, se no ti diamo il resto”, la vittima era risalita in auto per andare all’ospedale a farsi medicare le ferite: di oltre 40 giorni la prognosi finale. —