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la petizione 

Buggiano Castello preoccupato per il destino degli sfalci d’erba

«Noi puliamo i giardini nel fine settimana ed è impensabile  mantenere i sacchi fino al venerdì successivo. Peggio ancora se tolgono i cassonetti»

Buggiano

Gli sfalci dove li metto. Tra le tante criticità, eccone una, peculiare (ma poi neppure tanto) su cui porre attenzione. Anche perché c’è già una petizione forte di una cinquantina di firme, e l’interesse del difensore civico, a cui i cittadini si sono rivolti.

Buggiano Castello contro Alia Spa e il servizio di ritiro degli scarti da giardinaggio: il borgo è infatti famoso per i suoi numerosi giardini di agrumi, tanto che da anni l’associazione culturale Buggiano Castello organizza l’evento ormai di respiro internazionale “La campagna dentro le mura”, che richiama nel colle medievale migliaia di visitatori.

“Intendiamo esprimere una forte preoccupazione in merito alla raccolta differenziata dei rifiuti organici e dei materiali residui, derivanti dalle attività di giardinaggio – si legge sulla petizione – gli uffici dell’amministrazione comunale di Buggiano ci hanno anticipato che saranno eliminati anche i cassonetti deputati a tale scopo, e che i rifiuti (erbacce, fogliame, potature) dovranno essere conferiti in appositi sacchi, nella giornata del venerdì. Per i giardini di Buggiano Castello si tratta di una soluzione incompatibile”.

Ecco spiegato il motivo: “Gli abitanti provvedono alla pulizia e alla manutenzione dei giardini (e delle strade del paese, che vengono spazzate e ripulite dalle erbacce) esclusivamente nei fine settimana: ipotizzare che tali residui possano essere conservati in sacchi nei giardini e nelle strade per quasi una settimana, magari mentre i turisti visitano il paese e le proprietà, è semplicemente impensabile. In particolare, nel periodo estivo, conservare sotto il sole per giorni i sacchi con erbacce e potature, renderebbe putrescenti e maleodoranti questi residui”. Per un borgo che dei propri giardini ha fatto un vanto, il problema evidentemente non è di poco conto.

Eppure per ora Alia non ci sente, e alle lettere ricevute non ha mai risposto. La richiesta di questi cittadini è che “non vengano rimossi i cassonetti per la raccolta del “verde”, e che anzi (se possibile) ne vengano posizionati di altri, anche in considerazione della morfologia del paese (numerose le strade in pietra, strette e in forte pendenza), che renderebbe difficile agli operatori di Alia la raccolta puntuale porta a porta di numerosi sacconi di potature, erbacce e sfalci”.

Ci sarebbe la soluzione di caricare in auto i sacchi neri e recapitarli di singola iniziativa (dunque a proprie tempo

e spesa) al centro raccolta di Cintolese oppure a quello che dovrebbe essere a breve aperto a Ponte Buggianese. Ma così non si spiegherebbe l’aumento sostanzioso della tassa dei rifiuti e il passaggio alla raccolta domiciliare non sarebbe completo. –

LUCA SIGNORINI

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