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il giallo 

Morti investiti i due caprioli. I cacciatori: gesti incomprensibili

Arrivati i primi risultati sui due animali abbandonati lungo la Mammianese e a Serravalle con adosso messaggi rivolti all’Ambito territoriale di caccia

MONTECATINI. Per avere i risultati completi dell’autopsia ci vorrà ancora tempo, ma un primo responso è già arrivato: è morto a causa di un investimento il capriolo trovato sul ciglio della Provinciale Lucchese domenica 12 agosto, nei pressi della frazione di Arco di Serravalle. Nessuna ferita di arma da fuoco, né il decesso è stato causato dal laccio che l’animale aveva attorno al collo: probabilmente un’altra provocazione. Così come lo era il cartello trovato attaccato col nastro adesivo sul suo ventre e che chiamava in causa l’Ambito territoriale di caccia: “Grazie Atc. Noi si comincia a fare così”.

Cartello simile a quello affisso addosso al capriolo ucciso e abbandonato che, la mattina di Ferragosto, è poi stato scoperto da una residente della zona lungo la via Mammianese, fra Montecatini e Marliana: questa volta, solo le parole “Grazie Atc”.

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E proprio il Comitato di gestione dell’Ambito territoriale di caccia 11 Pistoia è intervenuto  sulla vicenda per bocca delmsuo presidente, Massimo Damiani:«Sinceramente non riusciamo a capire i motivi che abbiano spinto a compiere questi ignobili atti. Leggi e regolamenti sono normati dalla Regione, questo Atc, come tutti gli altri in Toscana, si limita ad applicarli: ci risulta quindi incomprensibile il “ringraziamento” all’Atc».

«Fino ad oggi – precisa Damiani – non avevamo fatto alcuna dichiarazione perché eravamo in attesa di ricevere i responsi dell’autopsia».

Da una prima valutazione da parte dei veterinari incaricati, su entrambi i caprioli non sono stati rinvenuti colpi di arma da fuoco ma solo vari traumi sul corpo compatibili con un investimento.

«Si presume quindi – spiega il presidente dell’Atc 11 – che il laccio al collo rinvenuto sul primo animale sia stato applicato “post mortem”, come d’altronde il cartello».

«Vogliamo ricordare – prosegue – che tutta la gestione dell’Atc grava esclusivamente sulle tasche dei cacciatori, non solo per l’attività venatoria ma anche per quella agricola ad ambientale. Infatti, nell’ultimo anno abbiamo aumentato del 15% le percentuali di indennizzo danni per gli agricoltori, coperto il 100% delle prevenzioni danni ed aumentato in maniera esponenziale i miglioramenti ambientali sul territorio di nostra competenza. Il cartello applicato sugli animali non ci indirizza quindi verso nessuna situazione particolare».

Su entrambi gli episodi stanno indagando i Carabinieri forestali: la pista più probabile sembra essere quella del gesto compiuto da una mente problematica, suggestionata forse da danni subiti alle sue coltivazioni da parte di qualche capriolo. Danni di cui dà la colpa all’Atc per una gestione della popolazione di ungulati ritenuta non adeguata.

«Siamo a stretto contatto – continua Damiani – con gli organi di polizia che stanno seguendo le indagini. Ci riserviamo sin da ora di tutelare questo Atc nelle sedi opportune».

«Vogliamo altresì spezzare una lancia – conclude il presidente Atc – a favore dei cacciatori e degli agricoltori, che, con il loro impegno, sempre nel rispetto delle regole e delle leggi, perseguono una oculata gestione del territorio, andando quindi in contrasto evidente con questi atti inqualificabili». —

M.D..

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