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il giallo 

Un altro capriolo ucciso e abbandonato: la Lav mette una taglia sui responsabili

Dopo quello di Serravalle nuovo ritrovamento lungo la via Mammianese a Montecatini: sulla carcassa, il solito cartello “Grazie Atc”

MONTECATINI. Questa volta lo hanno abbandonato lungo la via Mammianese, accanto a dei cassonetti. Ma con lo stesso messaggio vergato a pennarello su un foglio di carta e poi attaccato sul ventre con del nastro adesivo: “Grazie Atc”. Dopo quello ritrovato domenica lungo la Lucchese, ad Arco di Serravalle, un altro capriolo morto è stato scoperto la mattina di Ferragosto sulle colline fra Montecatini e Marliana. Come nel primo caso (per il quale si attendono ancora i risultati dell’autopsia), sul corpo dell’animale non erano evidenti le cause della morte, anche se l’assenza di tracce visibili di spari farebbe pensare ad un investimento. Fatto sta che la grafia con cui è stato scritto il messaggio fa supporre che dietro ad entrambi gli episodi vi sia la stessa mano, anche se rispetto al cartello precedente, sotto le parole “Grazie Atc”, manca la frase “Ora si comincia a fare così”. Stessa mano e stessi intenti? Un messaggio rivolto a chi (l’Ambito territoriale di caccia) dovrebbe controllare il numero di ungulati presenti nella nostra provincia per evitare i danni causati alle coltivazioni agricole? Un semplice bracconiere in effetti non avrebbe abbandonato l’animale.

Fatto sta che la Lav ha messo una “taglia” di 3.000 euro sui responsabili.

Intanto, su entrambi gli episodi stanno indagando i Carabinieri Forestali, in particolare della Stazione di Pian degli Ontani, una cui pattuglia è intervenuta su entrambi i luoghi dei ritrovamenti. A dare l’allarme, la mattina del 15, è stata la titolare di un’azienda agricola che si trova poco lontano dal punto in cui il capriolo è stato abbandonato. Sul posto, oltre ai militari dell’Arma sono arrivati i volontari della sezione Valdinievole delle Guardie nazionali della natura.

Molti fin da subito gli interventi di condanna.

«Che sia una guerra intestina fra cacciatori, fra agricoltori, oppure fra queste due categorie poco importa – commenta Massimo Vitturi, responsabile Lav Animali Selvatici – L’uccisione dei due caprioli deve essere punita con il massimo della pena prevista, il responsabile non deve avere scampo, per questo la Lav mette a disposizione 3.000 euro che saranno consegnati a coloro che contribuiranno a far condannare chi si è permesso di togliere la vita ai due animali».

La Lav chiede quindi la collaborazione di tutti i cittadini che possono essere a conoscenza di informazioni utili a inchiodare il bracconiere o i bracconieri: è importante rivolgersi subito ai carabinieri, fornendo tutti i dettagli informativi; anche la più insignificante notizia può essere determinante a fare luce sui due casi.

«Ringraziamo tutti coloro che sono intervenuti nei due casi – conclude Vitturi – Ora è fondamentale che i corpi dei due animali vengano consegnati subito al Centro nazionale di referenza

per la medicina forense veterinaria di Grosseto, presso l’istituto zooprofilattico. Non c’è dubbio che la competenza e la professionalità del personale altamente specializzato potranno contribuire a definire il profilo dei barbari uccisori dei caprioli». —

M.D..

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