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tentata estorsione 

Cerca di ricattare il suo datore di lavoro operaio in trappola

«Se non mi dai 10.000 euro denuncio le irregolarità della tua azienda»: ma l’imprenditore va dai carabinieri

LARCIANO

«O mi consegni 10.000 euro in contanti oppure ti denuncio». E invece, ad essere denunciato per estorsione dai carabinieri di Larciano è stato lui, un operaio di 30 anni incensurato e residente a Montemurlo.

L’uomo – che lavora in una ditta edile della Valdinievole – ha chiesto del denaro al suo titolare – un 47enne larcianese – per pagare a suon di banconote il suo silenzio. Una cifra consistente per non rivelare presunte irregolarità contenute nei libri contabili dell’azienda, e anche diverse omissioni sulle normative di sicurezza da parte del suo datore di lavoro. Così, da un momento all’altro, l’imprenditore è caduto in un incubo. E l’unica luce in fondo al tunnel che ha visto, per uscire da questa difficile situazione, è stata quella della legalità e della giustizia.

Per prima cosa il 47enne ha deciso di non sottostare al ricatto del suo dipendente e, il giorno stesso, ha raggiunto la Stazione dei carabinieri di Larciano per sporgere denuncia. E una volta raccontato ciò che gli stava accadendo, ha collaborato con i carabinieri per scrivere la parola fine alla vicenda. E il piano per incastrare l’operaio si è subito messo in moto.

Innanzitutto il titolare dell’azienda ha dato appuntamento al suo estorsore in un ufficio alla periferia di Larciano, per consegnargli una prima tranche di denaro (per un totale di 4.000 euro), facendogli credere che, in seguito, avrebbe ottenuto anche i 6.000 euro. Il 30enne ha accettato, pensando di essere riuscito a spaventare il suo datore di lavoro. Ma non poteva sapere che quelle stesse banconote che presto avrebbe avuto tra le mani erano state prima fotografate, una ad una, dai carabinieri, come prova tangibile del misfatto.

All’ora stabilita, martedì pomeriggio, l’operaio ha raggiunto in auto il luogo dell’appuntamento e poi è salito in ufficio per ritirare la cifra pattuita e andarsene. Ma non è riuscito a farla franca, e anche lui deve essersene accorto molto presto: quando è uscito, subito fuori dalla porta d’ingresso del palazzo ha trovato ad aspettarlo i militari dell’Arma, guidati dal luogotenente Salvatore La Mattina. Ed è stato allora che ha avuto inizio la perquisizione: il denaro contenuto nella borsa, ovviamente, era lo stesso che si era procurato il titolare dell’azienda. Ma non solo. All’interno del marsupio dell’estorsore, i carabinieri hanno trovato un taglierino, mentre nell’abitacolo dell’auto erano nascoste una pistola scacciacani e anche una mazza da baseball.

Per questo, oltre che per estorsione, il 30enne è stato pure denunciato per porto di oggetti atti ad offendere.

Davanti a una tale evidenza, l’operaio non ha potuto fare altro che seguire i militari nella locale Stazione. Così

il titolare della ditta edile, grazie al suo coraggio e alla fiducia nelle forze dell’ordine e nella giustizia, è riuscito a uscire da una morsa infernale. Che se non interrotta in tempo, lo avrebbe fatto sprofondare, forse, in una spirale pericolosa, talvolta senza fine. —



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