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lettera al “tirreno” 

«Ci sono progetti per le nuove Terme di Montecatini? Ma si sono dimenticati di Fuksas»

Rammarico dallo studio dell’architetto per non essere stati interpellati dalla Spa. «Sempre stati disponibili a contribuire»

MONTECATINI. A volte ritornano. E quando lo fanno, come in questo caso, il rumore provocato – c’è da starne certi – produrrà un’eco che si farà sentire a lungo. E se qualcuno aveva pensato che “lui” se ne fosse dimenticato (la presentazione del master plan risale a più di dieci anni fa), si sbagliava. L’architetto Massimiliano Fuksas ferma con una lettera (indirizzata al direttore del Tirreno, Luigi Vicinanza) lo scalcinato carretto delle Terme e pone interrogativi molto concreti.

La missiva, firmata Studio Fuksas, fa riferimento all’articolo dal titolo “Cittadella termale contesa da tre gruppi”, pubblicato dal nostro giornale il 2 agosto, specificando “che sono in via di definizione una sviluppi relativi alla ripresa e alla conclusione delle Terme di Montecatini” (la piscina Leopoldine, per intendersi, ndr). Sviluppi per i quali, scrive lo Studio, «non abbiamo ricevuto alcuna informazione dall’attuale società proprietaria, dal Comune e dalla Regione, nonostante nostre precise sollecitazioni (siamo peraltro venuti a conoscenza che l’articolo non è il primo pubblicato sul tema dal Tirreno)».

E qui arriva il punto: «Non compare mai come possibile interlocutore in vista della ripresa dei lavori il progettista Studio Fuksas, mentre si allude chiaramente alla volontà di modificare in modo sostanziale il progetto originale, realizzato in base a incarico specifico, conferito nel 2007, sviluppato fino all’esecutivo e seguito come direzione artistica a tutto il 2011, allorché il cantiere s’è fermato, con tutte le opere strutturali e impiantistiche già completate. A partire da allora – prosegue la lettera – lo Studio Fuksas s’è sempre dichiarato disponibile all’elaborazione di ottimizzazioni del progetto congrue alle sopravvenute difficoltà finanziarie ed è con profondo rammarico che ora veniamo a conoscenza di cambiamenti in corso di valutazione, in relazione ai quali non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione o invito a un coinvolgimento attivo».

Poi la stoccata finale: «All’amarezza per l’oggetto di queste notizie si unisce la consapevolezza che i diritti del legittimo autore di un’opera architettonica sono protetti da precisa normativa, che comunque non è in questa sede che approfondiremo. Ciò che ci preme comunicarle, caro Direttore, e attraverso di lei al pubblico di lettori dell’area d’interesse delle Terme di Montecatini, è che, con stupore, l’ideatore di un’opera così importante sia stato colpevolmente “dimenticato”, allorché si tenta la sua rianimazione. Siamo convinti che il supporto di competenze di cui lo Studio sarebbe capace, allorché fosse stato coinvolto nell’operazione, avrebbe contribuito nel migliore dei modi al successo e al

completamento di un percorso difficile, accidentato ma anche tanto significativo per la città, la Regione, per i suoi abitanti e per le sue infrastrutture economiche».

Tutti soggetti che, c’è da scommetterci, dovranno ora tornare dalle parti di Roma per chiarire la vicenda. –

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