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il futuro di Montecatini

Cittadella termale in pineta “contesa” da tre gruppi

Interessati all’acquisto e alla gestione di Leopoldine, Tamerici e Grocco Invimit, Viri Invest e Quadrio Curzio si sono fatti avanti. E c’è anche Baden Baden



Una vasca centrale e circolare contenuta nel grande cratere, con un’altra decina di mini-piscine a fare da contorno e sparse tra l’interno e l’esterno della struttura. È questa l’idea dei tecnici che ormai da diverse settimane stanno lavorando sulle “nuove” Leopoldine che, si viene ora a sapere, saranno affidate con un contratto di locazione lungo trent’anni. Un tempo sufficiente per rientrare dal forte investimento necessario a riaprire e concludere il cantiere e che sarà poi scomputato dal canone di locazione.

Le Terme si scoprono, dopo anni di oblio, un brand ancora più che appetibile. E la città si accorge solo ora che, mentre si parlava di cessione delle quote societarie da parte della Regione, in realtà il lavoro sottotraccia dell’azienda e del pubblico era rivolto alla vendita di un “pacchetto” strategico (Leopoldine, Tamerici, Grocco, ovvero la cittadella termale in pineta) e, parallelamente, alla ricerca di un gestore del primo dei tre stabilimenti. Un percorso nel quale è già stata coinvolta anche la Soprintendenza, tanto per non far mancare alcun tassello ai nastri di partenza. Non a caso, infatti, sono in molti a credere adesso che il bando per la manifestazione d’interesse sia praticamente pronto e possa essere pubblicato già in agosto.

Il 28 di settembre, infatti, è il termine ultimo che si è data la Regione per tornare alla “vecchia” ipotesi: qualora le alienazioni immobiliari non andassero a buon fine si andrebbe infatti alla vendita delle azioni. «Daremo un chiaro indirizzo all’amministratore unico delle Terme affinché predisponga il bando, che potrebbe anche essere unico per entrambe le ipotesi di vendita e di concessione», spiega l’assessore regionale al termalismo Federica Fratoni.

Tre, finora, i soggetti che hanno bussato in Palazzina Regia, tutti a giugno. Come si legge nel testo dell’emendamento al Defr, il fondo pubblico d’investimento Invimit ha chiesto l’acquisto dei tre asset immobiliari sopra elencati («Li incontreremo subito dopo Ferragosto», dice Fratoni); la società ferrarese Viri Invest (specializzata in energia alternativa, opera a fianco di Serendipequity, gestore di fondi con sede negli Usa, a San Francisco) ha chiesto l’intero complesso immobiliare; Quadratec (gruppo Quadrio Curzio, che avrebbe coinvolto anche un ex ambasciatore americano desideroso di investire in Toscana) ha manifestato interesse per la cessione o l’acquisto delle sole Leopoldine. A questi si aggiunga un interesse “informale” da parte del gruppo Kannewischer (che gestisce le terme di Baden Baden) dietro cui ci sarebbe una nostra vecchia conoscenza, Giovanni Fiori (ex au termale). Tramontate, a oggi, le ipotesi terme di Bath e Van Buren. «Si tratta comunque – dice Fratoni – di soggetti di primaria importanza che hanno realizzato strutture in Italia e all’estero». A oggi – ma si tratta solo di un’impressione

– l’ipotesi più probabile sembra essere una sorta di “alleanza” tra Invimit e Quadrio Curzio, con la “benedizione” di soci proprietari (Comune e Regione, che manterrebbero il controllo su Tettuccio e Redi) e categorie economiche cittadine. Ma la partita è aperta. –



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