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Truffavano i clienti togliendo chilometri ai veicoli in vendita: quattro denunciati

Nella rete della polizia i due soci di un autosalone di Pescia un elettrauto di Uzzano e un tecnico di un centro revisioni

MONTECATINI. Da una parte il titolare e il socio dell’autosalone, coloro che provvedevano a vendere soprattutto attraverso siti web specializzati le vetture “ringiovanite” ad arte. Dall’altra i due complici indispensabili per portare a termine l’operazione: l’elettrauto in pensione che, con le sue apparecchiature elettroniche, riusciva a dialogare con la centralina dell’auto togliendo dall’indicatore sul cruscotto decine di migliaia di chilometri; e il dipendente di un’officina autorizzata per le revisioni, che provvedeva a cestinare il vecchio bollino dal libretto e ad incollarne uno nuovo con riportato sopra il chilometraggio fasullo.

È stato proprio grazie alla segnalazione da parte del titolare dell’officina di Pescia in cui lavorava il dipendente colluso con i truffatori (e per questo licenziato) che i poliziotti del Commissariato di Pescia hanno dato il via all’indagine che ha messo fine al raggiro. Accertamenti e intercettazioni telefoniche hanno permesso di denunciare quattro persone: il titolare dell’autosalone, 53enne residente ad Uzzano, accusato di truffa e frode in commercio; il suo socio, 31 anni, residente a Campi Bisenzio, per gli stessi reati; il dipendente “infedele” dell’officina per le revisioni, 53 anni, residente a Pistoia, per i reati di reati di falsità materiale e ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e soppressione e distruzione di atti veri; l’elettrauto in pensione, 61 anni, residente a Uzzano, per il reato di truffa.

L’autosalone al centro dell’inchiesta è l’Autogì di Pescia, in via Francesca Vecchia, chiuso nel frattempo (il 28 marzo scorso) dal titolare, quando aveva appreso dell’interessamento da parte della polizia.

La complessità dell’indagine da parte degli investigatori è stata determinata anche dalla difficoltà di individuare e ricercare i veicoli messi in vendita e già acquistati attraverso annunci su portali online, soprattutto da cittadini cinesi. Le prove raccolte hanno comunque permesso alla procura di chiedere ed ottenere dal gip del tribunale il sequestro preventivo della strumentazione in possesso dell’elettrauto e del dipendente licenziato, nonché dei locali dell’autosalone, che, benché chiuso, avrebbero potuto essere utilizzati per commettere altre truffe.

Sequestrate anche 4 auto “ringiovanite” ancora in possesso del titolare dell’autosalone.

«Quello della manipolazione del tachimetro delle autovetture – commenta la dirigente del Commissariato di Pescia Floriana Gesmundo

– è un reato abbastanza diffuso, perché permette di avere un maggiore profitto ai danni degli ignari acquirenti spesso convinti di aver fatto un affare. È per questo che prima di concludere una trattativa sarebbe opportuno fare le dovute verifiche». —

MASSIMO DONATI.

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