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Furto in via Maona 

In 20 minuti le svaligiano la casa Appello ai ladri: «Ridatemi le foto»

Concetta ha perso l’oro e i vestiti, ma rivorrebbe lo smartphone con le immagini della sorella defunta

MONTECATINI. In quello smartphone c’era tutta la sua vita. Numeri di telefono, indirizzi e messaggi. Ma, soprattutto, in quella scheda di memoria, aveva salvato gli ultimi momenti in cui sua sorella Rosetta, 57 anni, era ancora in vita. Non riesce a darsi pace Concetta Pannone, 61 anni, che abita insieme alla famiglia in un appartamento di via Maona a Montecatini. «Non mi separavo mai da quel cellulare. Mai! Adesso che me lo hanno portato via, devo ritrovarlo. Per questo faccio un appello, dritto al cuore di chi è entrato in casa mia e lo ha rubato», dice con gli occhi lucidi.

Concetta circa sei mesi fa si è trasferita da Seano (Prato), nella città termale, portando con sé e la famiglia anche l’inseparabile sorella. «Da tempo cercavamo una nuova sistemazione – racconta –. Quando abbiamo visto questa casa, abbiamo deciso che avremmo voluto vivere qui».

Ma la felicità dura poco. Il 17 giugno scorso, all’improvviso, Rosetta muore. E Concetta, molto legata alla sorella, cade nello sconforto più totale. «Sono stati momenti terribili – aggiunge – a cui, alla disperazione, si è aggiunta la paura».

Dieci giorni dopo la scomparsa di Rosetta, il 27 giugno scorso intorno a mezzogiorno, la donna esce di casa per andare a comprare il pane. «I ladri devono aver spiato tutti i miei spostamenti – prosegue – perché sono mancata da casa soltanto una ventina di minuti. Ma quando sono rientrata, una delle persiane che avevo lasciato chiusa era, invece, aperta, con la tenda che fuoriusciva, mossa dal vento».

La signora ha aperto la porta d’ingresso ed è entrata in casa. «Ho sentito dei rumori, loro dovevano essere ancora là – aggiunge – ma sono fuggiti da una finestra sul retro, prendendo un sentiero dietro la mia abitazione».

Concetta ha avvertito subito la Polizia, mentre faceva i conti con il disordine che i ladri hanno lasciato al loro passaggio. «Hanno portato via tutto l’oro – spiega –: orologi, anelli, bracciali. Tutto! Ma anche vestiti, profumi, palette di trucchi e bigiotteria. E, ovviamente, il mio smartphone, da cui non mi separavo mai e che avevo lasciato sotto carica».

«Soffro di cuore – prosegue – e ho avuto un attacco cardiaco. Sono stata portata al pronto soccorso e, da quel giorno, vivo in uno stato di paura perenne. Nonostante questo, voglio fare un appello a chi si è preso il mio telefono. Se avete anche solo un briciolo di cuore, fatemi avere almeno le foto e i video di mia sorella. Di lei mi resta soltanto questo».

«Forse

me ne andrò da questa casa violata nella sua più profonda intimità – conclude Concetta –. È dura continuare a vivere qui, non sentendosi affatto tutelati». La porta si chiude alle nostre spalle, mentre nei suoi occhi la speranza si confonde con la paura. –


 

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