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Terme della Salute al palo: «Aspettiamo la Regione»

Montecatini, tutto pronto per l’affidamento ma il bando non c’è. Michelotti: «Devono decidere se cedere o meno la struttura»

MONTECATINI. Stabilimento Salute fermo al palo anche per “colpa” della Regione. È quanto emerso ieri alla prima audizione in commissione società partecipate dell’amministratore unico delle Terme Alessandro Michelotti. Ormai da alcune settimane è scaduta la richiesta di manifestazioni d’interesse per la gestione, ma i cancelli restano chiusi.

«Sappiamo che un soggetto – ci ha detto in questi giorni il presidente del Centro commerciale naturale Claudio Chimenti – ha presentato un’offerta, ma ancora non si è mosso niente e i nostri associati al mercatino Grocco hanno lanciato un allarme: senza l’apertura dello stabilimento le loro attività sono senza futuro. C’è una persona disposta a pagare l’affitto e a fare i lavori di ristrutturazione, quali impedimenti ci sono ancora?».

Domande ripetute in commissione e alle quali ha risposto Michelotti. «Stiamo predisponendo il contratto – ha detto – ma molto dipende dal bando di cessione delle quote della Regione, di cui non ho notizie. Spero comunque di risolvere il tutto in breve tempo». In pratica, secondo quanto affermato da alcuni consiglieri, potrebbero sorgere problemi qualora bando e affidamento dello stabilimento si sovrapponessero: la Regione, infatti, deve sapere se inserire o meno la Salute nel “pacchetto” da cedere. E questa situazione di stallo è un peccato, anche perché il contratto di locazione (da 6 anni più 6) è da 30mila euro l’anno, dei quali (almeno in una prima fase) 24mila per gli interventi di pulizia e ristrutturazione di parco e immobile.

Buone notizie arrivano invece dal bando di gestione delle Panteraie, dove potrebbero arrivare 2-3 proposte. Durante la commissione sono poi emerse altre novità sul fronte dei conti societari e sul contenzioso con Unipol (relativo all’escussione di una vecchia polizza fidejussoria da 7, 9 milioni). Sul primo aspetto c’è la notizia positiva di un Mol (il reddito basato sulla gestione operativa), che nel 2017 sarebbe tornato dopo anni in territorio positivo (60mila euro a fronte del –230mila del 2016).

Sulla vicenda Unipol Michelotti spiega invece che

un accordo potrebbe essere trovato sulla base di 5-5, 5 milioni di euro. «L’appello ci è stato favorevole, ma ci sono serie possibilità che un eventuale ricorso possa essere accolto dalla Cassazione con, di conseguenza, il rischio di perdere tutto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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