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Special Olympics: il sogno valdinievolino di Cecilia, Linda e Chiara

Presentata a Firenze l’edizione montecatinese dei giochi italiani per atleti disabili Le tre testimonial: «Rinate con lo sport». Bellandi invita il presidente Mattarella

FIRENZE. Cecilia, Linda e Chiara. Sono tre atlete speciali: campionesse nello sport e grinta da vendere nella vita. Tutte e tre hanno chiuso nel cassetto la paura di non farcela. Partecipano a Special Olympics Italia, la manifestazione sportiva per atleti con disabilità intellettive in programma dal 4 al 9 giugno a Montecatini Terme e in Valdinievole. Ma Cecilia, Linda e Chiara sono anche tre belle storie da raccontare.

Cecilia Batignani lavora al Comune di Massa, è campionessa di nuoto e con un sorriso aperto ti dice: «Ora non ho più paura di affrontare il mondo. Quest’anno voglio vincere i 1.500 metri. È la mia nuova sfida». Per Cecilia tutto è cambiato a 12 anni, il babbo e la mamma la convincono ad andare in piscina, di lì a poco scoppia la passione per il nuoto e arriva l’incontro con Special Olympics. «Ricordo l’odore forte del cloro, il caldo della piscina, l’emozione della prima sfilata e l’abbraccio dei compagni di squadra», racconta. Poi il fischio d’inizio gara. Le braccia e le gambe che vanno sempre più veloci. Fino alla medaglia d’argento degli Europei per disabili ad Anversa nel 2014. Cecilia ce l’ha fatta, ha vinto anche nella vita.

Linda Vagnoli abita ad Arezzo. Prima non se la sentiva di scendere in campo, meglio fare il tifo dalla tribuna, meglio nascondere agli altri le proprie difficoltà. Poi un giorno ha capito che poteva fare il grande salto: è entrata a far parte della squadra di pallavolo e ha sentito quanto è bello giocare in un gruppo. «Ma la cosa più bella è la condivisione fuori dal campo da gioco», dice Linda.

L’affollata conferenza stampa di Palazzo Strozzi Sacrati non è certo uno scherzo per Chiara Bonini. Lei, fiorentina doc, è la più piccola delle tre, ha solo quattordici anni e quest’anno deve superare gli esami di terza media. Ma la vita l’ha già messa alla prova. Un brutto incidente la fa zoppicare da una gamba. Prende un foglio e lo legge: «A scuola è venuto uno di Special Olympics, mi sono iscritta a canottaggio, è bello stare nella squadra anche la domenica quando andiamo a vedere la Fiorentina».

Ancora la forza del gruppo. Ancora lo sport come sinonimo di condivisione e ricarica di vita. L’assessora regionale Stefania Saccardi è fiera di portare gli Special Olympics in Toscana: «Siamo felici di questo appuntamento. Il connubio sport-disabilità è una delle partite che ci vedono da molto tempo impegnati. La Toscana ha iniziato prima col progetto SportHabile, poi con altre collaborazioni con il Comitato Italiano Paralimpico».


Mentre il sindaco Giuseppe Bellandi osa l’impossibile: «Sarei contento se venisse Mattarella». Un po’ difficile, indubbiamente. Al Quirinale sono in tutt’altre faccende affaccendati in questi giorni. Ma chissà. Tutto è possibile con Special Olympics.

 

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