Quotidiani locali

La Traviata interrotta dal rock di Vasco

Spettatori inferociti al Teatro Verdi quando in pineta è iniziato il rumoroso concerto della “Combriccola del Blasco”

MONTECATINI. “Colpa d’Alfredo” che si mescola con “Amami Alfredo”, il rock di Vasco che sovrasta l’acuto di dolore di Violetta. E nel mezzo centinaia di spettatori inferociti che gridano allo scandalo e chiedono il conto (anche economico) di quanto successo. È accaduto venerdì sera, 11 maggio, quando la Combriccola del Blasco (la cover band di Vasco Rossi più famosa) ha iniziato il suo concerto poco dopo le 23, proprio quando a poche decine di metri, al Teatro Verdi, si svolgeva la Traviata. Durante la presentazione di “Street’n’food”, in conferenza stampa, gli organizzatori della manifestazione (l’agenzia Webtitude, in collaborazione con il Comune) avevano annunciato la novità degli eventi musicali che avrebbero fatto da contorno alla rassegna gastronomica in svolgimento in pineta (i truck sono dislocati lungo il viale delle Tamerici). Ed era stato specificato che il concerto della Combriccola sarebbe iniziato solo verso le 23 («In origine si doveva iniziare alle 21,30 – hanno puntualizzato ieri – ma poi dall’Excelsior, dove era un programma un concerto, ci hanno chiesto di posticipare»). Insomma, qualcuno ha fatto male i conti. E quando, venerdì sera, gli altoparlanti hanno iniziato a sparare la musica della cover band, le melodie dell’opera lirica erano ben lungi dall’essersi esaurite.

Subito, alle chiaramente udibili note del Blasco, si è sovrapposto in teatro il brusio del pubblico in sala (tra le 500 e le 600 presenze), tanto che gli artisti dell’associazione “Ritorno all’opera” hanno interrotto a più riprese la loro esibizione, per poi sospenderla per qualche minuto. Nel frattempo è iniziata una “trattativa” che sembrava aver sancito una tregua, ma dopo alcuni minuti di stop la Combriccola ha ripreso il suo concerto e la Traviata è stata portata a termine in mezzo a mille difficoltà.

«È stata una cosa vergognosa – commenta Marco Cardelli, titolare del Verdi – in quanto i biglietti per la Traviata erano in vendita da mesi e si sapeva benissimo che venerdì ci sarebbe stato il nostro spettacolo. Nessuno mi ha cercato prima per vedere se era possibile trovare un accordo ed è assurdo quanto mi ha detto l’assessore Helga Bracali, ovvero che avrei dovuto informarmi io della presenza del festival. Una vicenda del genere significa che non c’è rispetto per un imprenditore che investe in questa città».

«Chi ha permesso – rincara la dose il figlio, Matteo Cardelli – il montaggio di un palco a 30 metri dall’uscita di sicurezza del teatro? Il pubblico era inferocito e abbiamo

dovuto fare rimborsi o dare omaggi per i prossimi nostri spettacoli (il costo dei biglietti andava dai 30 ai 40 euro, ndr)».

E venerdì l’ex Iena Angelo Duro si esibiva al Verdi, e dall’altra parte era prevista una dj-set. Auguri.


 

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