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Partorisce una bimba sul pianerottolo di casa aiutata dai volontari

Insolito “fiocco rosa” a Pescia con protagonista un equipaggio di soccorritori della Pubblica Assistenza di Uzzano

PESCIA. «La testa della bambina è venuta fuori e le nostre mani erano lì, pronte ad aspettarla, su quel pianerottolo». È stata una forte emozione, per i volontari della Pubblica assistenza di Uzzano, assistere al miracolo della vita. E dopo la preoccupazione iniziale, quando il loro sguardo ha incontrato gli occhi scuri della piccola, hanno tirato un sospiro di sollievo. E, finalmente, hanno sorriso.

Erano le 7,45 quando l’ambulanza è arrivata davanti a un condominio in via Giusti, a Pescia. I volontari della Pubblica assistenza hanno salito le scale, fino al primo piano. Lì, fuori dal portone, hanno trovato la coppia: un uomo e una donna di origine africana.

Lei aveva contrazioni molto forti: il corpo piegato in due, le mani sul grembo e il viso ridotto a una maschera di dolore. E, a quel punto, hanno capito che non c’era più molto tempo e che il parto, ormai, era imminente. «Ci siamo resi subito conto – raccontano i volontari in servizio ieri mattina, Luca Giampieri, Federico Checchi ed Erika Ghionzoli – che non potevamo aspettare ancora. La bambina aveva fretta di venire al mondo e alla donna si erano già rotte le acque. Così un collega è andato a prendere un telo sterile all’interno dell’ambulanza, ma quando è tornato su, la testa della piccola era già fuori».

Una contrazione più forte delle altre, una spinta decisa in risposta al dolore e la bambina si è affacciata alla vita davanti a tanti occhi che la guardavano stupiti. «Sono stati attimi pieni di tensione – proseguono i volontari – impegnati com’eravamo a gestire questo singolare tipo di emergenza. Non capita spesso, infatti. Lì per lì non abbiamo pensato a niente. Eravamo soltanto concentrati su quel succedeva e, soprattutto, sulle condizioni di salute della neonata e della madre». Ma quando, finalmente, la bambina ha emesso il primo vagito, i ragazzi della Pubblica assistenza di Uzzano hanno capito che il più era fatto e che, ormai, non c’era più niente da temere.

«È stato un momento davvero commovente – raccontano – e abbiamo quindi caricato madre e figlia sulla nostro mezzo». Intanto era stato anche richiesto l’intervento dell’ambulanza infermieristica che è arrivata da Montecatini. «Allora – spiegano Luca, Federico ed Erika – l’infermiera è salita a bordo e ha tagliato il cordone ombelicale che ancora

legava la neonata alla madre. Le abbiamo trasportate all’ospedale Cosma e Damiano di Pescia dove l’equipe medica era pronta ad aspettarle».

«A quel punto – concludono – ci siamo rilassati. E la gioia è stata grande. Un’emozione difficile da dimenticare» .
 

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