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Coltellate dopo le avance: cinque anni

Condannato il giovane albanese che ferì un pensionato 87enne: «Mi ha fatto quella proposta e sono andato fuori di testa»

MONTECATINI. «Mi ha fatto quella proposta e sono andato fuori di testa. L’ho colpito con il coltello, due volte, e poi con i pugni, in faccia. Non mi avevano mai fatto una proposta del genere...». Così aveva detto, dopo l’arresto, durante l’interrogatorio in carcere. E lo ha confermato ieri davanti al giudice dell’udienza preliminare Marsel Selko, il 23enne albanese che il 23 novembre scorso, in un appartamento di Montecatini, aveva picchiato e ferito con un coltello un pensionato di 87 anni. Per poi, temendo di averlo ucciso, raggiungere, coperto di sangue, la vicina caserma dei carabinieri di via Tripoli per chiedere aiuto.

Accusato di tentato omicidio, venerdì mattina il giovane è stato processato con il rito abbreviato dal gup del tribunale Maria Elena Mele, che lo ha condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione riconoscendogli l’attenuante del cosiddetto recesso attivo: resosi conto di ciò che stava facendo, aveva desistito dal proprio intento omicida, in tempo per scongiurare il peggio.

L’avvocato difensore Laura Bertinotti aveva chiesto l’assoluzione «per aver commesso il fatto in presenza di cause di giustificazione – ha spiegato – Un eccesso colposo di legittima difesa». In subordine, aveva chiesto la derubricazione del reato in quello di lesioni, e comunque con la concessione delle attenuanti generiche, del recesso attivo e della provocazione. «Fin da subito ha confessato di averlo aggredito, ma perché vittima a sua volta della condotta delittuosa da parte del pensionato, contro il quale il mio assistito ha sporto querela».

La legale ha comunque annunciato appello contro la condanna (la pm Linda Gambassi aveva chiesto 6 anni e 8 mesi).

L’anziana vittima era presente ieri in aula, su una sedia a rotelle: nell’aggressione riportò anche la frattura del colo del femore.

Clandestino nel nostro paese, Marsel Selko viveva a casa dello zio a Ponte Buggianese. Quel pomeriggio di cinque mesi fa – disse subito ai carabinieri che lo arrestarono – aveva perso la testa di fronte alle insistenti e palesi avance sessuali da parte dell’anziano pensionato, conosciuto il giorno prima nei pressi della stazione. L’87enne – raccontò – lo aveva avvicinato, chiedendogli cosa facesse lì, come stava, per poi cominciare a parlare del più e del meno, di come lui fosse vecchio e solo, di come avesse bisogno di compagnia. E poi lo aveva invitato a casa. Il giovane gli aveva risposto che aveva un impegno, ma un’altra volta sarebbe andato volentieri a fargli un po’ di compagnia. A quel punto c’era stato lo scambio dei numeri di cellulare e i due si erano salutati.

Il giovane albanese disse che il giorno dopo, quello dell’aggressione, il pensionato gli ha telefonato un paio di volte, chiedendogli se si potevano vedere. E si erano dati appuntamento alla stazione. Selko era arrivato con un po’ di ritardo e l’87enne perciò lo aveva richiamato, per sapere dove fosse: tutte telefonate poi rimaste nella memoria dei due cellulari. Appena si erano incontrati, il pensionato l’aveva invitato a casa, per un caffè.

Ed era stato quando i due erano in cucina che ci sarebbero state le avance. Di fronte all’insistenza del pensionato, Selko avrebbe perso la testa. Aveva raccontato ai carabinieri di aver afferrato un coltello da cucina dal tavolo e di averlo colpito. E quando la lama si era spezzata, di averlo preso a

pugni in faccia. L’anziano, pieno di sangue, si era accasciato a terra, chiedendo aiuto, mentre lui, terrorizzato, era scappato in strada per raggiungere la vicina caserma e portare i carabinieri fino all’appartamento di via Indipendenza.

Massimo Donati
 

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