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Via alla procedura per 38 licenziamenti alla Papergroup

Arrivata la lettera che annuncia il via all'iter per la messa in mobilità, la Cgil: «Si scaricano sui lavoratori le scelte sbagliate»

CAPANNORI. Non si può parlare di notizia inaspettata, ma di notizia terribile quello sì. È quella dell’apertura della procedura di mobilità per 38 persone alla Papergroup di Capannori.  Procedura di mobilità che, detta in termini più crudi ma anche più chiari, significa licenziamenti. Insomma, è partito l’Iter che, salvo novità, si chiuderà con 38 persone (che vuol dire 38 famiglie) senza lavoro. Un iter che, sostiene il sindacato in una nota, porterà alla chiusura dello stabilimento di Carraia.

«Questa mattina (venerdì 13 aprile, ndr) è arrivata – si legge sul comunicato congiunto sottoscritto da Simone Tesi della Slc Cgil e dalle Rsu interne –   la lettera che apre la procedura per la messa in mobilità dei lavoratori di un'azienda per la quale abbiamo già avuto modo di sottolineare i caratteri singolari di una crisi, partendo da quelli che sono stati i presupposti che l'hanno determinata, tutti finanziari, per le scelte sbagliate che sono state fatte, e che hanno portato ad una cessione in affitto dai caratteri poco trasparenti, con la contestuale richiesta di ammissione ad una procedura concorsuale in continuità che, alla fine, scarica tutto l'enorme peso dei danni fatti ed accumulati sulle spalle dei lavoratori che si vogliono licenziare. Su questi temi avevamo fatto anche un passaggio congiunto con le Istituzioni, che avevano condiviso perplessità e richiesta nostre e che avevano invitato i rappresentanti dell'azienda e gli organi della procedura a rivedere un piano che puntava esclusivamente ad una forte riduzione della capacità produttiva e ad un taglio drastico del personale».

«Proprio in questi giorni – riprende la nota dei rappresentanti dei lavoratori –  avevamo formalizzato la richiesta di un ulteriore incontro, anche perché ritenevamo che l'azienda dovesse dare una risposta, fosse anche solo per il rispetto formale dovuto alla Regione e a tutti i rappresentanti delle amministrazioni, alle richieste avanzate dalle stesse. Invece, il silenzio è stato rotto da una raccomandata che apre una fase sicuramente non facile, nella quale

noi daremo battaglia per tutelare al meglio gli interessi dei lavoratori, a partire dalla salvaguardia del numero maggiore possibile di posti di lavoro.  Le nostre istanze non verranno meno, semplicemente perché è stata aperta una procedura di licenziamento collettivo».
 

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