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Crolla il muro di cinta della Del Magro a Pescia

Paura in via Mammianese per il collasso della struttura in mattoni alta due metri. Polemica sulle demolizioni in corso

PESCIA. È crollato, giovedì 8 marzo, intorno alle due del pomeriggio, il muro esterno dell’ex fabbrica Del Magro. La struttura in mattoni, alta circa due metri, è collassata verso l’esterno, invadendo la carreggiata della via Mammianese, dove in quel momento non passavano automobili o pedoni. Sono intervenuti la polizia municipale, l’ufficio tecnico comunale e quello provinciale. Per qualche ora il traffico sulla strada che collega Pescia a Pietrabuona è stato fatto transitare a senso unico alternato per la rimozione dei detriti.

Non è la prima volta che una porzione dell’ex fabbrica del Magro crolla minacciando l’incolumità pubblica. Come è avvenuto in passato, anche stavolta è stato tirato un sospiro di sollievo, ma il rischio di danneggiare cose o persone è stato reale. Eppure dopo la demolizione del 26 ottobre scorso, a cui molti pesciatini aveva assistito commossi e nostalgici di quel passato economico fiorente di cui la Del Magro rappresentava il simbolo, la zona sembrava essere stata messa in sicurezza come disposti dall’ordinanza del commissario prefettizio Silvia Montagna.

Perché, adesso, quel muro è venuto giù? «Perché esistevano dei pericoli residuali e quello di ieri ne è stato un esempio – ha spiegato il geometra Luciano Bianchi dell’ufficio tecnico comunale – anche quel muro sarebbe dovuto essere demolito, ma la procedura di abbattimento che la società proprietaria del fabbricato sta portando avanti da diversi mesi, proprio per effetto di quell’ordinanza, non è ancora stata ultimata. Non più di un mese fa, l’amministrazione comunale aveva mandato una lettera nella quale invitava la proprietà a monitorare lo stato di conservazione e la stabilità di quel muro».

L’ordinanza di demolizione diceva che l’operazione si sarebbe dovuta svolgere in tempi abbastanza rapidi a tutela della salvaguardia della pubblica incolumità perché l’edificio, che da diversi anni versava in condizioni fatiscenti, era soggetto a continui crolli. Come si spiega, allora, la lungaggine con cui si sta procedendo? «Sono diversi gli enti coinvolti – ha sottolineato Bianchi – non solo l’amministrazione, ma anche la soprintendenza, Arpat e altri enti. Ognuno richiede degli adempimenti e ogni adempimento richiede la sua tempistica. Alla fine, la Space srl di

Pistoia, proprietaria dell’immobile dovrà produrre una relazione, completa di tutte le certificazioni, nella quale attesta che dopo avere eseguito tutte le verifiche di stabilità non esiste più alcun pericolo per la pubblica incolumità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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