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Cittadini-sentinelle: a Pieve i gruppi ora si moltiplicano

Spiega il promotore, Claudio Cioletti: «Abbiamo segnalato refurtiva abbandonata e anche alcune auto sospette. Ringraziamo le forze dell’ordine che ci ascoltano»

PIEVE A NIEVOLE. Non solo via del Melo. L’iniziativa del “Controllo di Vicinato” si allarga e ha decine di nuovi aderenti. In una settimana sono nati altri tre gruppi whatsapp e comitati di quartiere: nella frazione di Via Nova ci sono via Marconi Nord (dalla Conbipel alla località Gallo, fino all’incrocio con via Parroffia e via Deledda) e via Marconi Sud (che arriva fino al vialone del Melani); dall’altra parte del paese è nato quello di Colonna (che comprende l’area intorno alla regionale e anche la località Vergaiolo). Centinaia i piccoli cartelli distribuiti per avvertire i malintenzionati: “zona controllata dai cittadini”, si legge sotto all’immagine stilizzata di una famigliola che tiene la mano a un agente delle forze dell’ordine. Gran parte di Pieve a Nievole è dunque coperta da questo controllo del territorio “fai da te”, ma «che non significa ronde o appostamenti», aveva sottolineato al Tirreno il promotore del primo comitato di via del Melo: Claudio Cioletti.

Sul sito internet www. controllodivicinato. altervista. org c’è tutto quello da sapere per iscriversi e diventare sentinella volontaria di carabinieri e polizia. Si parla di sicurezza, di contrasto ai furti nelle case, agli atti di vandalismo, alle azioni dei balordi: queste persone osservano e segnalano movimenti strani e individui sospetti. «Negli ultimi giorni abbiamo segnalato oggetti di refurtiva varia ritrovati in un ciglio di fronte all’ex calzaturificio Balducci, provenivano da un furto compiuto in una villetta a Monsummano – spiega Cioletti – poi un paio di auto che si muovevano in Via Nova con fare molto strano. Dobbiamo ringraziare le forze dell’ordine che ci danno ascolto».

I gruppi whatsapp e i comitati di quartiere sono nati in seguito a una serie di furti in abitazione che hanno interrotto il sonno degli abitanti, e hanno aumentato la loro paura. Nella sola via del Melo, in una decina di giorni, ne sono stati compiuti quasi una ventina, tra quelli andati a segno e quelli sventati. Non va meglio nella parallela via Marconi e alla Colonna: tutte zone di Pieve densamente abitate ma circondate da campi e aree aperte, le migliori vie di fuga possibili per i furfanti che si introducono in proprietà privata.

“Il furto in casa è uno dei reati che più lascia il segno in chi lo subisce ed è facile ironizzare se non si è provato sulla propria pelle che vuol dire l’insicurezza che genera. Quando vedi che i ladri si fanno letteralmente tutte le case

di una via in sere diverse, e che non si riesce a prenderli perché passano per campi e boschi, ti fai pochi scrupoli e cominci a sospettare di tutto ciò che è diverso dal solito”, si legge sul sito. Ecco perché i cittadini si organizzano come possono.

Luca Signorini

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